È destinata a far discutere la presa di posizione del Club alpino italiano, rispetto alla croci di vetta. «C’è una una larga concordanza sulla necessità di lasciare integre le croci esistenti – si legge in una nota ufficiale del Cai, riportata dal portale ufficiale “Lo Scarpone” – perché testimonianze significative di uno spaccato culturale, e allo stesso tempo di evitare l’installazione di nuovi simboli sulle cime».
Le opinioni sul tema già abbondano: «Il Cai guarda con rispetto le croci esistenti, ma non solo: si preoccupa del loro stato ed eventualmente, in caso di necessità, si occupa della loro manutenzione (ripulendole dagli adesivi, restaurandole in caso di bruschi crolli). Questo perché – è giusto evidenziarlo una volta di più – rimuoverle sarebbe come cancellare una traccia del nostro cammino; un’impronta a cui guardare per abitare il presente con maggior consapevolezza. Ed è proprio il presente, un presente caratterizzato da un dialogo interculturale che va ampliandosi e da nuove esigenze paesaggistico-ambientali, a indurre il Cai a disapprovare la collocazione di nuove croci e simboli sulle nostre montagne». Il dibattito è aperto.
Foto tratta da Lagazuoi.it





