Violenza di genere, un problema attuale: «Nel 2022 il picco di richieste d’aiuto»

Violenza di genere, un problema attuale: «Nel 2022 il picco di richieste d’aiuto»

«Solo il 6 per cento delle donne vittime di violenza chiede aiuto». Lo ha affermato Francesca Quaglia, psicologa psicoterapeuta, all’interno dell’incontro “Violenza di genere e il ruolo dei media: usiamo le parole giuste”, organizzato da Belluno Donna e Assostampa Belluno. 

«Il Centro antiviolenza – ha ripreso la dottoressa Quaglia – ha lo scopo di far sentire meno sole le donne: di portarle da una posizione individuale a una collettiva. È un luogo sicuro in cui il cambiamento culturale si unisce alla pratica di supporto». Il percorso è complesso: «Non camminiamo davanti a coloro che si rivolgono a noi. Il nostro compito è quello di intercettare i punti di forza della persona. E restituirli». Le denunce vere e proprie sono in numero irrisorio rispetto ai maltrattamenti reali: «Per una questione di lontananza geografica dal Centro. O per scarsa conoscenza». E allora, vale la pena soffermarsi sui riferimenti di Belluno Donna: il numero di telefono è 393.3981577; l’indirizzo mail, bellunodonna@libero.it; il sito, www.bellunodonna.it.

Dal 2004 al 2022, l’associazione ha accolto 1468 persone e 43 ospiti, con 38 minori, nelle case rifugio. Il picco di richieste d’aiuto? Le 143 dello scorso anno: il 2022. «A proposito delle richieste, il 26 per cento è frutto di segnalazioni già avvenute negli anni precedenti, mentre il 16 arriva dalla rete familiare. E un altro 16 dai Carabinieri». 

Le vittime di soprusi sono sparse in tutte le aree della provincia: «Premesso che non esiste un’età in cui si è al sicuro, il 67 per cento delle donne ha meno di 50 anni, il 26 ha una laurea. E il 68 subisce più di una forma di violenza: in primis psicologica, ma anche fisica ed economica». Una simile piaga, drammatica e purtroppo attualissima, coinvolge a cascata i figli: «Secondo i nostri dati – ha concluso la dottoressa Quaglia – 262 minori hanno subìto violenza. E il 37 per cento di loro riporta delle conseguenze di vari tipi». 

All’appuntamento in sala Bianchi, moderato da Michela Canova, è intervenuta anche Laura Nota: la docente all’Università degli Studi di Padova, e direttrice del corso di alta formazione “Raccontare la verità: come informare costruendo una società inclusiva”, si è soffermata sull’importanza legata all’uso delle parole. E non sono mancati gli interventi di Monica Andolfatto, segretaria del Sindacato Giornalisti Veneto; Paola Dalle Molle, vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. E Giada Fregona, giovane psicologa che ha condotto una ricerca sulla narrazione della violenza di genere nei quotidiani della provincia. Il risultato? Poco edificante per il mondo dell’informazione. A conferma che c’è ancora strada da fare. 

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