Investimenti per quasi 13 milioni nonostante i rincari. Approvato il bilancio di Bim Gsp

Investimenti per quasi 13 milioni nonostante i rincari. Approvato il bilancio di Bim Gsp

Qualche anno fa si parlava di debito. E non c’è da meravigliarsi, dato che la società idrica aveva raggiunto un “buco nell’acqua” di quasi 90 milioni di euro. Poi i conti sono tornati a sorridere e ora Bim Gsp può parlare quasi esclusivamente di investimenti. Del resto, ne servono parecchi per sistemare le reti idriche della provincia, molte delle quali datate.

IL BILANCIO

Nei giorni scorsi i soci hanno approvato il bilancio 2022, dando mandato di concludere la fusione con Bim Infrastrutture entro l’anno. 

Il valore dei ricavi, nel 2022, si è attestato a 32 milioni di euro, in aumento di circa 4 milioni rispetto al 2021. I costi complessivamente sostenuti sono stati di 27,4 milioni, in crescita. Tra le principali voci di spesa, l’energia elettrica, che ha subito un raddoppio, nell’anno, dei prezzi di approvvigionamento, e la gestione dell’emergenza verificatasi al depuratore di Pieve di Cadore, dove si sono resi necessari maggiori oneri (+215mila euro) per la bonifica e la rimozione dei fanghi di depurazione contaminati da gasolio sversato in fognatura.

Il cda di Bim Gsp (da sinistra: Andrea Menin, Lara Stefani, Attilio Sommavilla)

INVESTIMENTI REALIZZATI

Le opere complessivamente realizzati nel 2022 – cantieri avviati o conclusi – hanno superato i 12,4 milioni di euro, con un valore di spesa per singolo abitante pari a 64 euro, superiore alla media italiana che si attesta a 62 euro pro capite. Tra i principali interventi, la nuova rete idrica e fognaria a servizio del centro di Sospirolo, i nuovi acquedotti di Antole, via Medil, via Meassa e in Nevegal a Belluno, la sostituzione del collegamento tra i serbatoi di Olantreghe e Podenzoi a Longarone, l’estensione della rete di distribuzione in via Val Gallina a Soverzene, il rifacimento della tratta idrica in via Arsenale a Pieve di Cadore, in via Anconetta a Feltre e in Villaggio Riviera ad Alpago, la sostituzione di alcune tratte adduttrici tra Limana e Borgo Valbelluna dell’acquedotto della Val Clusa, il principale della provincia, a servizio di otto Comuni della sinistra e destra Piave; per la fognatura, il risanamento di diverse porzioni a Masarè di Rocca Pietore, a Cavarzano di Belluno e a Sant’Anna di Tambre d’Alpago, il completamento della fognatura lungolago ad Alleghe e la nuova rete fognaria di Murle a Pedavena; per la depurazione, la costruzione del nuovo depuratore a Borca di Cadore (in corso), l’ampliamento dell’impianto di Sedico (ultimato), l’adeguamento del depuratore di Cima Gogna ad Auronzo, oltre all’eliminazione delle vasche imhoff di I Pass ad Agordo e Vallesella a Domegge. 

«L’attività legata alle grandi opere – spiega l’amministratore di Gsp, Attilio Sommavilla – nel 2022 ha risentito pesantemente di due rilevanti criticità: l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia, che hanno portato un aumento generale dei costi, nuovi passaggi autorizzativi per l’approvazione dei quadri economici adeguati ai rincari, rinegoziazioni con le imprese esecutrici; l’emergenza siccità, tuttora in corso, che ha reso necessaria la messa in atto di misure straordinarie, quali bypass, ricerca e riparazione perdite, rifornimenti con autobotte, recupero di fonti dismesse e impiego di tutto il personale tecnico disponibile, per fronteggiare la generale carenza idrica e garantire con continuità la fornitura idrica all’utenza».  

SOSTENIBILITÀ

Presentato ai soci anche l’ottavo Bilancio di sostenibilità di Gsp, documento che rendiconta l’attività svolta sotto il profilo sociale e ambientale oltre che economico. Tra i principali risultati raggiunti nel 2022, 26,5 milioni di euro di valore economico distribuito ai diversi stakeholder (imprese, collaboratori, enti locali, pubblica amministrazione, finanziatori, comunità locale), 510 fornitori attivati nell’anno per 25,2 milioni, 846 procedure di gara aggiudicate per 26,6 milioni, 758 i posti di lavoro complessivamente sostenuti, oltre 3mila ore di formazione erogate in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. A salvaguardia dell’ambiente e della risorsa idrica, la società ha eseguito oltre 9mila analisi sulle acque potabili e reflue monitorando oltre 125mila parametri, e sottoposto a trattamento ben 35 milioni di metri cubi di reflui, restituendo in natura acqua pulita.

IL FUTURO

Ammonta a 109 milioni di euro il programma delle opere previste per il triennio 2023/25. Tra le principali, il nuovo acquedotto Piaia-Vena d’Oro a Ponte nelle Alpi (1,4 milioni), con relativa sistemazione del serbatoio Vena d’Oro (250mila euro), la nuova rete fognaria a Seren del Grappa (500mila euro), il potenziamento del depuratore di Marisiga a Belluno (3,9 milioni) e di Renaz a Livinallongo (2,1 milioni), l’adeguamento degli impianti di Auronzo (Misurina e Tarlisse, 250mila euro), Cortina d’Ampezzo (4,3 milioni), Domegge (Vallesella, 150mila), Feltre (Celarda, 1,3 milioni), la costruzione della linea fanghi a Longarone (1,6 milioni). Tra gli interventi finanziati con fondi Vaia, invece, il ripristino e la messa in sicurezza della fognatura di Alleghe e Rocca Pietore (5,4 milioni di euro) e altri interventi minori, quali lo spostamento della rete fognaria di Costalta (San Pietro di Cadore), la messa in sicurezza degli acquedotti di Pra Stavel a San Pietro di Cadore e Le Spesse-La Tempia di Lozzo, del valore complessivo di 1,8 milioni di euro. 

In progettazione, infine, la costruzione di nuovi impianti di depurazione ad Alleghe, Santo Stefano di Cadore e Val di Zoldo, con studio dei relativi schemi fognari; la sistemazione degli sfiori fognari presenti in tutto il territorio servito; l’eliminazione delle acque parassite presenti nelle reti fognarie di Cortina, Livinallongo, Alleghe, Falcade, Cesiomaggiore, Belluno, Borgo Valbelluna e nell’area del lago di Centro Cadore.

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