Ieri, finalmente, è piovuto in tutta la provincia, e pure la neve ha fatto capolino dai 1.200 metri in su. Ma non basta, la situazione sul fronte della siccità resta comunque molto critica, e a partire da maggio potrebbe peggiorare.
Per aiutare sindaci e cittadini a gestire al meglio l’emergenza, ieri pomeriggio il Consiglio di bacino idrico “Dolomiti” ha approvato il protocollo che per la prima volta permetterà una gestione ordinata dell’emergenza. E’ realizzato secondo il sistema a colori già utilizzato dalla Protezione civile in caso di calamità. Tre le fasce di rischio: gialla, arancione e rossa. Più il rosso scuro, che identifica il massimo grado di allarme.
La scelta di un documento comune , spiega il presidente del Consiglio di bacino, il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin – è arrivata dagli stessi sindaci:
Unica voce fuori dal coro, tra i 25 primi cittadini presenti in sala Bianchi, quella di Pierluigi Svaluto Ferro, sindaco di Perarolo, che nel voto finale si è astenuto:
COME FUNZIONA
Già dallo stato di attenzione (giallo) in casa sarà sempre vietato lasciar scorrere l’acqua, tranne se accumulata per usi igienico sanitari o per innaffiare le piante. Rubinetti chiusi anche nelle fontane, nei giardini, nei parchi pubblici e nei cimiteri. L’acqua potrà essere attinta, in modica quantità, solo per bere. E sarà naturalmente vietato sprecarla per i gavettoni o le pistole ad acqua. Con lo stato di attenzione sarà anche proibito riempire e cambiare l’acqua delle piscine private; con il preallarme (colore arancione) divieto esteso anche a quelle pubbliche.
Limitazioni anche per aiuole e campi sportivi: in “zona gialla” proibita l’irrigazione tra le 6 e le 22, mentre di notte l’irrigazione sarà possibile solo per venti minuti. Totalmente proibita l’irrigazione, invece, dallo stato di preallarme in su. Sarà sempre possibile irrigare in caso di approvvigionamento autonomo o con acqua piovana o di ricircolo.
Per quanto riguarda gli orti, con lo stato di attenzione (giallo) è possibile l’innaffiamento, con modalità a scorrimento, dalle 6 alle 22; a goccia, invece, per tutto il giorno ma per venti minuti al massimo. Con il preallarme (colore arancione) verrà vietata del tutto la modalità a scorrimento, quella a mano dalle 6 alle 22 (poi solo per 20 minuti). Dallo stato di allarme l’orto non si annaffia più, se non con acqua piovana accumulata o con riciclo. In codice giallo vietato anche lavare la macchina dalle 6 alle 22, tranne negli autolavaggi; nel preallarme il divieto vale per tutta la giornata e la notte; con lo stato di allarme nessuna deroga.
Per i cantieri edili il consiglio di bacino, ascoltate le associazioni di categoria, ha allentato le misure previste nella prima bozza. Ora con lo stato di attenzione (giallo) non si potrà usare l’acqua dell’acquedotto per malte, cementi, calcestruzzi, pitture e trattamenti dalle 14 alle 22 (e non dalle 6 come previsto inizialmente). Se si entra in area arancione o rossa il divieto si estende alle 24 ore. Infine, per quanto riguarda le aziende, con lo stato di preallarme scatta il divieto dell’utilizzo di acqua potabile a fini produttivi.





