Come da tradizione, anche quest’anno Oltre le Vette dedica una serata ai grandi lavori del Trento Film Festival, il più antico, e forse il più prestigioso, festival del cinema di montagna del mondo. Si rinnova quindi un legame che dura fin dal 1997, quando sullo schermo del Teatro Comunale vennero proiettati, tra gli altri, “K2 sogno e destino” di Kurt Diemberger e “La grande conquista” di Luis Trenker, due grandi classici del cinema “di montagna”.
Dopo tanti film classici, e tante opere del cinema muto spesso commentate in sala dal vivo con musicisti anche di grande livello, quest’anno il programma prevede tre opere contemporanee, segnalate o premiate all’ultima edizione del Trento Film Festival.
Domani (mercoledì 12 ottobre) alle 21 la serata al Comunale inizierà con il film “The traverse”, di Ben Tibbetts e Jake Holland, Francia, 34’. Affrontando un percorso di alta difficoltà, Valentine Fabre e Hillary Gerardi (in foto), due atlete di livello mondiale, vogliono essere le prime donne a percorrere non-stop con gli sci la famosa Haute Route da Chamonix a Zermatt. Insieme partono per questa traversata di 100 km su alcuni dei più bei terreni d’alta montagna del mondo. Saranno sufficienti i mesi di allenamento per permettere alle due donne di stabilire il record?
Sempre montagna al femminile, ma davvero di tutt’altra natura, quella presentata dal film “Zari”, di Arman Golhipour Dashtaki, Iran, 28’. Zari è una donna di campagna che vive nell’Iran occidentale. A 11 anni i genitori l’hanno costretta a sposare un uomo di 25 anni. Lei però è diversa dalle altre donne di campagna: guida un camioncino e distribuisce bombole di gas agli abitanti della vallata. Il film ha vinto il Premio Amelia de Eccher a Trento.
Per concludere la serata, verrà proiettato un film dedicato all’Everest e ai suoi uomini, ma si tratta di un’opera molto diversa rispetto alle migliaia dedicate alla montagna più alta del mondo che il grande schermo e la televisione hanno mostrato ormai da decenni: “The icefall doctor”, di Sean Burch, Nepal, 54’. Gli “icefall doctors” sono tra gli sherpa più coraggiosi dell’Everest. Il loro lavoro quotidiano consiste nel rischiare la morte camminando attraverso la gigantesca cascata di ghiaccio del Khumbu, per mettere in sicurezza il percorso e consentire agli alpinisti occidentali di tentare di raggiungere la cima. Senza il loro lavoro, oscuro e indispensabile, nessuna delle spedizioni occidentali potrebbe senza eccessivi rischi e fatiche raggiungere il campo 2 della montagna. Angnima Sherpa, il primo “icefall doctor”, ha svolto questo lavoro per oltre 30 anni e, nel film, racconta la sua storia.
Ingresso libero, prenotazione consigliata.
Per prenotazioni e informazioni visitare il sito www.oltrelevette.it





