Pranzo di tonno con sgradita sorpresa, ieri, per 4 bellunesi. Nel pomeriggio sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto soccorso del “San Martino” di Belluno per i sintomi della “sindrome sgombroide”, attribuibile al consumo di tonno fresco.
I quattro (una famiglia di tre persone e un singolo, tutti maggiorenni) avevano pranzato in due ristoranti diversi della città. Circostanza che fa ipotizzare al Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 1, d’intesa con i Nas di Treviso, che all’origine ci possa essere un unico fornitore. Le indagini, in ogni caso, sono ancora in corso: tecnici e investigatori sono al lavoro per ricostruire la filiera del prodotto incriminato.
«La sindrome sgombroide, legata all’assorbimento di istamina contenuta nell’alimento, – spiega l’Usl 1 in una nota diffusa ieri sera – è caratterizzata da mal di testa, rossore della cute, congiuntivite, disturbi intestinali che compaiono entro un’ora circa dal consumo del cibo».
Va aggiunto, come spiega il Dipartimento di Prevenzione, che si tratta di una problematica insita nella stessa natura dell’alimento, non necessariamente legata ad una cattiva conservazione. Tutti gli intossicati comunque stanno bene e sono stati sottoposti alla terapia con antistaminico, come previsto in questi casi





