“Non è mai troppo tardi”, così si chiamava il programma televisivo del maestro Manzi, in onda sulla Rai negli anni ’60 e con il quale insegnava l’italiano ai molti cittadini fuori età scolare parzialmente o totalmente analfabeti. Sì, perché non è mai troppo tardi per imparare cose nuove. Con questa filosofia la Fondazione Casa del Sole cerca oggi di aiutare gli anziani che, a causa di un indebolimento fisiologico e normale della mente, si ritrovano a chiudersi nelle proprie insicurezze e a trovare conforto solo nella routine quotidiana, evitando così di apprendere nuove nozioni.
Finanziato dalla Regione Veneto con la collaborazione dei Comuni di Ponte nelle Alpi e Soverzene, della Fondazione Casa del Sole e delle associazioni Pro Loco di Ponte nelle Alpi, Circolo Auser, Accanto all’Anziano e…, Circolo Astra e Belluno Donna, il progetto “Non è mai troppo tardi” ha proprio l’intento di prevenire l’invecchiamento patologico, attraverso la formazione e l’informazione, e di contrastare l’isolamento sociale e valorizzare il territorio. Sono nate così le Panchine AllenaMenti: un percorso che si snoda attorno al parco Ex casa rossa “Alessandro Mares” di Ponte nelle Alpi, composto da sei stazioni, formate ognuna da una panchina e un leggio. Ogni singolo leggio suggerisce alcuni esercizi che aiutano ad allenare la mente: dalla memoria per i numeri all’attenzione nel fissare le informazioni. Questo progetto vuole incoraggiare le persone di qualsiasi età a mettersi in gioco con semplici attività, orientate a favorire il benessere e aiutare a conservare le abilità cognitive e relazionali, contrastando l’isolamento sociale. L’assunto su cui si basa questa iniziativa è che uno stile di vita particolarmente attivo e socialmente integrato può proteggere dal decadimento e preservare le funzioni cognitive. Il percorso sarà presentato oggi (giovedì 4 agosto alle ore 18), nella sala del parco Ex casa rossa.
«Il progetto è nato tre anni fa, prima della pandemia – afferma Cinzia Pierobon, direttrice della Casa del Sole -. L’idea iniziale era quella di rivalutare le latterie di ogni paese e renderle così un punto d’incontro per gli anziani. Con l’arrivo del Covid, però, siamo stati costretti a rivedere tutto. Abbiamo organizzato quindi dei corsi di alfabetizzazione digitale, degli allenamenti per le funzioni cognitive e delle iniziative sul territorio, fino ad arrivare alla realizzazione del percorso delle panchine, in uno spazio aperto, libero e fruibile da chiunque, con lo scopo di avvicinare le persone e ricostruire così una rete sociale. Questo, però non è un punto di arrivo – continua la direttrice – bensì di partenza, perché vorremmo fare in modo che le panchine vengano utilizzate e sfruttate fino a farle diventare un punto di ritrovo».
Jacopo Dal Pont





