Il Parco vieta i motori: a rischio la Pedavena – Croce d’Aune

Il Parco vieta i motori: a rischio la Pedavena – Croce d’Aune

«Se salta la Pedavena Croce d’Aune il territorio perderà un milione di euro di indotto». Si affida alle cifre nude e crude, il comitato organizzatore della storica gara di velocità in salita, per chiedere al Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi di ripensare la decisione di dire no al transito delle vetture all’interno del suo territorio.

La questione è spinosa. Nei giorni scorsi l’Ente parco ha recapitato al presidente del comitato organizzatore, Lionello Gorza, il preavviso di diniego allo svolgimento della gara. A causa di un’interpretazione particolarmente stringente dello statuto entrato in vigore lo scorso mese di ottobre. Ed in particolare dell’articolo 29, dove si vieta lo svolgimento di manifestazioni od eventi sportivi motoristici di varia natura.

«Ma, sempre lo statuto, al comma 1 dell’articolo 18 consente la circolazione con mezzi a motore sulle strade regionali, provinciali e comunali. Vietando, al comma 2, la circolazione dei mezzi a motore solo sulle strade silvo – pastorali o quelle individuate con apposita ordinanza», ribatte Michele De Bacco, collaboratore del comitato organizzatore, «Per noi la gara si deve poter svolgere tranquillamente, come previsto dal codice della strada».

A supporto degli organizzatori c’è pure il parere legale dell’avvocato feltrino Enrico Gaz, chiamato in causa direttamente dal Comune di Pedavena. Secondo il legale, spiega De Bacco, «La circolazione con mezzi a motore, e pertanto anche lo svolgimento della manifestazione motoristica, può avvenire tranquillamente sulle strade regionali, provinciali e comunali normalmente aperte al traffico. E c’è pure un altro punto da prendere in considerazione. Ovvero che, pur se pubblicato in Gazzetta ufficiale solamente nel 2021, il regolamento del parco è stato approvato dal consiglio direttivo dell’ente nel 2008 e mai, in questo periodo di tempo, nessuno ha mai insinuato che la Pedavena – Croce d’Aune potesse esserne coinvolta».

Sulla questione, anche grazie all’intercessione dei parlamentari bellunesi, si è espresso anche il Ministero della Transizione ecologica, che in una lettera datata 7 luglio 2022 rimette all’ente Parco la competenza di fornire un’interpretazione autentica del regolamento, ma senza mai citare l’articolo 29, soffermandosi invece sull’articolo 18 e sulle condizioni cui è legata la circolazione dei veicoli.

Ricevuto il preavviso di diniego, il comitato organizzatore ha presentato ieri le sue controdeduzioni (nei 10 giorni previsti per legge) ed ora attende il pronunciamento del consiglio direttivo, che si riunirà oggi.

L’appello è al buonsenso: «Credo che un ente pubblico dovrebbe valutare bene le cose prima di prendere posizioni così nette – commenta Gorza – anche perché parliamo di una manifestazione che si è sempre contraddistinta proprio sul tema della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente. E poi è un volano importante per il territorio: nei tre giorni di gare, abbiamo calcolato, si muove un indotto di quasi un milione di euro, che aiuta le strutture di tutta la Valbelluna». «Credo che il Parco sia uno strumento formidabile per il territorio bellunese, ma serve buonsenso», aggiunge il deputato Dario Bond, « l’eccesso di tutela – anche dove non è necessario – rischia di fare più male che bene alla montagna».

C’è poi un altro aspetto, sottolineato dal sindaco di Pedavena, Nicola Castellaz: «La gara si svolge dal 1971, ben prima della nascita del Parco, e non ha mai creato alcun problema di natura ambientale. Anzi, forse un normale traffico di un weekend estivo  produce più inquinamento rispetto a 200 concorrenti presenti alla stessa manifestazione.  Noi siamo a fianco del Comitato organizzatore e, se necessario, faremo le azioni dovute per far tornare questo evento ai lustri degli anni d’oro».

Non è finita qui, quindi: «Non ci arrendiamo di certo», conclude De Bacco. Che annuncia: «In ogni caso la manifestazione non si farà il 3 e 4 settembre. Non ci sarebbe il tempo per organizzarla. Ma abbiano individuato una data possibile in ottobre».

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