Dal dolore alla solidarietà, Elena Panciera e i valori autentici

Dal dolore alla solidarietà, Elena Panciera e i valori autentici

È stata “La bellunese dell’anno 2021” per il suo messaggio positivo, pur nel mare in tempesta del suo cuore. News in Quota l’ha raggiunta nei giorni scorsi, durante uno dei suoi brevi periodi a Belluno. E ha potuto scambiare quattro chiacchiere, prima di consegnarle la targa premio.

Lei è Elena Panciera. Nell’estate 2021 ha perso tragicamente suo marito in montagna. Federico Lugato è scomparso a Pralongo (in Val di Zoldo) il 26 agosto e per 12 giorni è stato cercato da oltre 400 persone. Dodici giorni nei quali Elena, tra il dolore e la disperazione, ha sempre lanciato messaggi positivi, di speranza. Ha avviato anche una raccolta fondi per finanziare le ricerche. Poi, ha deciso di non disperdere la grande energia positiva nata da quei giorni difficili e terminati con un lutto. Ha fondato l’associazione Sfantà, che si impegna per raccogliere informazioni e diffonderle, sensibilizzare sulla sicurezza in montagna e portare avanti ridurre il rischio di incidenti. Inoltre, collabora con le famiglie delle persone disperse, dando loro il supporto e gli strumenti che servono nella ricerca.

«Federico se n’è andato facendo tutto il rumore e il casino che non aveva mai fatto in vita. E così ci ha fatto il suo regalo più grande: ci ha fatto diventare una famiglia» si legge nel sito internet di Sfantà. «In quei 12 giorni di ricerche “civili” sono nate amicizie che dureranno per sempre, e si sono creati legami più profondi di quelli di sangue, tra persone generose che condividono gli stessi valori. Ora è il nostro turno di restituire tutto quello che abbiamo ricevuto, aiutando chiunque abbia bisogno di cercare una persona cara scomparsa, in montagna ma non solo. Per questo abbiamo fondato nel 2022 l’associazione Sfantà».

Elena insomma continua a lanciare messaggi positivi. E alla redazione di News in Quota ha raccontato le sue origini bellunesi e il suo percorso, che l’ha portata a lasciare la Val di Zoldo per vivere e lavorare a Milano.

«Ma qui ho ancora i miei affetti. Belluno e in particolare la montagna conservano ancora valori autentici, genuini». Quei valori che Elena si è portata anche a Milano e che ora vuole trasferire a Sfantà.

«È un’associazione che oggi ruota intorno a me, ma non voglio assolutamente personalizzarla. Il fatto di Federico ha avuto grande risonanza, non solo a livello locale, tant’è vero che più di qualcuno mi ha riconosciuto anche lontano dal Veneto. Ora l’obiettivo è far crescere Sfantà senza la mia figura, perché continui a essere utile alle persone e continui a sensibilizzare sulla sicurezza in montagna».

foto: Elena Panciera premiata da Moreno Gioli

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