La carenza di medici si fa sentire, ma il rallentamento della pandemia (anche se i casi di covid – 19 negli ultimi giorni sono in aumento) permette all’Usl 1 Dolomiti di rispettare la tabella di marcia per quanto riguarda il recupero delle prestazioni sanitarie messe da parte per colpa del coronavirus.
I dati sono stati presentati ieri dal direttore generale dell’azienda sanitaria, Maria Grazia Carraro, unitamente ad alcune raccomandazioni alla luce del rimbalzo epidemico che si osserva nell’ultima settimana.
«Il 1 gennaio 2022 avevamo in sospeso circa 2.000 ricoveri programmati – le parole del dg – e al 30 aprile (ultimo dato disponibile) ne avevamo già recuperato circa il 25%». Un dato che naturalmente nel seguente mese e mezzo è andato migliorando. Così come buoni sono i dati relativi alle prestazioni ambulatoriali: «Ad inizio anno ne avevamo ferme circa 9.400. Da allora ne abbiamo recuperate 8.500. Un ottimo risultato, in linea con le nostre ipotesi. C’è però da aggiungere che questi mesi hanno visto una rapida crescita delle richieste da parte della popolazione: si viaggia a ritmi simili al 2019, prima della pandemia».
Richieste a cui non è semplice dare riscontro: «Tutto il personale dell’Usl 1 sta correndo moltissimo – riconosce Carraro – anche se c’è molta fatica, a causa principalmente della carenza di personale specializzato, che influisce giocoforza sulla mole di lavoro di ognuno».
Carraro snocciola alcuni numeri: «Rispetto al 2019 mancano 49 professionisti. Non sono pochi. Ai quali vanno aggiunte le 34 persone tutt’ora sospese perché senza vaccinazione. Tra di loro ci sono anche due medici. Soffriamo soprattutto in alcuni settori: oculistica, radiologia, dermatologia, una parte della cardiologia. Ma non ci arrendiamo e continuiamo a cercare. Per quanto riguarda la radiologia il nuovo primario è stato individuato e inizierà a luglio. Ma parliamo di un settore dove storicamente ci sono pochi specialisti, che sono quindi molto contesi. Stiamo riuscendo a tamponare la situazione grazie anche al valido supporto dei privati convenzionati. Le cui prestazioni, ricordo, non costano di più al cittadino».
C’è qualche difficoltà in più per quanto riguarda l’oculistica, così come si fa sentire la fatica anche in un settore della cardiologia: «Non sempre riusciamo a dare appuntamento rapidamente, ma stiamo recuperando. Chiediamo un po’ di pazienza».





