Legge sulla montagna verso il Parlamento: «Occasione di sviluppo delle terre alte»

Legge sulla montagna verso il Parlamento: «Occasione di sviluppo delle terre alte»

«La legge sulla montagna è una grandissima occasione per dare il giusto valore e concrete prospettive di sviluppo alle aree montane, che tra arco alpino e Appennini costituiscono la spina dorsale del nostro Paese, ma che purtroppo da oltre un decennio stanno registrando drammatiche dinamiche di spopolamento». Parola di Roberto Padrin. Il presidente della Provincia di Belluno ha partecipato ieri (8 febbraio) alla riunione indetta dalla ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini per fare il punto sulla legge quadro per la montagna (il progetto di legge contenente disposizioni in favore delle zone montane).

«Si è trattato di una riunione riassuntiva per analizzare le bozze del progetto di legge che approderà in Parlamento tra poche settimane. La ministra Gelmini, che ringrazio per la disponibilità manifestata, ha individuato come orizzonte temporale la fine di febbraio» spiega Padrin. 

Sul tavolo della riunione, in particolare il cronoprogramma, con il Mef che sta definendo la nuova classificazione dei Comuni di montagna; e l’avanzamento di ulteriori proposte da inserire nella bozza del testo che sarà portato in Parlamento, in particolare l’allargamento della metanizzazione e della rete digitale alle aree montane.

Padrin ha focalizzato l’attenzione soprattutto sul recupero dei borghi montani, «indispensabile per rendere attrattivi i territori e accoglienti per le nuove professionalità di cui le nostre comunità necessitano. In questo senso però è necessario superare la parcellizzazione delle proprietà private che rende troppo spesso impossibile per i Comuni e gli enti locali proporre progetti di recupero». 

«Il valore aggiunto di questo progetto di legge è proprio il fatto che non si parla di sussidi alla montagna, ma di sviluppo omogeneo delle aree, con un’attenzione particolare a cittadini e imprese, nella logica di tenere le persone a vivere nelle cosiddette “terre alte”» sottolinea il presidente Padrin, che ha chiesto alla ministra Gelmini la possibilità di valorizzare all’interno del testo il ruolo dell’Upi e in particolare del coordinamento delle tre Province interamente montane, sottoscritto il 14 luglio 2021. «Le Province possono attuare politiche legate ai rispettivi piani strategici che ben si integrano nel quadro del progetto di legge. Che, ne sono convinto, rappresenta un primo passo concreto verso una nuova visione della montagna e del ruolo delle Province montane. Un passo senza il quale continueremmo a vedere le “terre alte” come un peso per il resto del Paese e non come una risorsa ambientale, paesaggistica e sociale».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto