Un anno fa il tonfo. Adesso, la risalita, lenta. Belluno ritorna nelle posizioni nobili della classifica della qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore. Non ancora nobilissime, come era qualche anno fa. Ma il 18° posto è ben diverso rispetto al 46° di dodici mesi fa.
LA CLASSIFICA
Trionfa Trieste, tallonata da Milano e da Trento. Aosta e Bolzano vengono subito dopo. Poi Bologna, Pordenone, Verona, Udine e Treviso. Insomma, nella top ten ci sono due realtà venete, due trivenete, oltre alle province autonome da sempre fuori classifica. Belluno invece resta dietro. Che poi a Milano si viva meglio che tra le Dolomiti è tutto da dimostrare. In ogni caso, così dice il mix di parametri utilizzati dal Sole 24 Ore.
Sei i macro indicatori utilizzati: ricchezza e consumi, affari e lavoro, giustizia e sicurezza, demografia e società, ambiente e servizi, cultura e tempo libero. Più – novità 2021 – il primo indice della parità di genere. Mescolando tutto, esce che è bello vivere a Trieste (e non più giù).
COSA FUNZIONA…
E Belluno? Bene nel “settore” ricchezza e consumi, visto che la provincia risulta terza in questo particolare ambito, forte in particolare per l’assenza (o quasi) di percettori di reddito di cittadinanza. Bene anche affari e lavoro, e ambiente (anche se i parametri contano l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili considerando solo il fotovoltaico, motivo per cui trionfa Viterbo).
…E COSA NO
I punti grigi riguardano invece la demografia e la sicurezza, dove Belluno perde nove posizioni. Motivo? Truffe e frodi informatiche, e mortalità per incidenti stradali. In cultura e tempo libero vengono guadagnate venti posizioni, ma stride la scarsità di alberghi e ristoranti per una provincia che vorrebbe essere turistica.
Infine, non bene l’indice di parità di genere, che vede Belluno traccheggiare a metà graduatoria.
I COMMENTI
«I punti dolenti rientrano tutti nello spopolamento – il commento di Franco Gidoni, Lega -. La popolazione è sempre più anziana perché i giovani migrano e questo è dovuto, anche, al depotenziamento dei servizi nelle terre alte. Non ci può essere vera qualità della vita finché non riusciamo a trattenere qui i nostri giovani e a dare loro prospettive di crescita per il futuro. C’è poi il paradosso del settore turismo. Il territorio ci tiene alla sua vocazione turistica, ma di fatto i numeri della classifica fotografano una provincia stanca, su questo fronte. Il prossimo obiettivo delle Olimpiadi deve essere uno stimolo in questa direzione, dobbiamo assolutamente risalire la classifica».
Dati che fanno riflettere anche il presidente della Provincia. Che però tende a prendere con le pinze questo genere di graduatorie. «Non è certo una graduatoria a doverci dire come stiamo o dove siamo. Le classifiche vanno bene, ma lasciano il tempo che trovano» dice Roberto Padrin. «Napoleone Bonaparte, ad esempio, è risaputo essere stato il più grande condottiero dell’età moderna. Ebbene, nelle graduatorie dell’accademia militare francese fu promosso quarantaduesimo su cinquantotto candidati. Di quelli arrivati prima di lui nessuno se ne ricorda. Semmai, dovremmo essere bravi ad aumentare il livello di servizi, così da mantenere e promuovere all’esterno la nostra qualità della vita. E utilizzare questa classifica del Sole 24 Ore come uno degli strumenti di analisi per attrarre popolazione e cambiare la rotta dello spopolamento».





