Prima lo slittamento, in attesa di tempi migliori. Ora la cancellazione. Ufficiale: la mostra su Tiziano Vecellio non si farà. Da Palazzo Rosso considerano troppo rischioso organizzarla in pandemia. Nessuna garanzia di avere quei 35mila visitatori previsti (e necessari per coprire i costi di organizzazione). E – a quanto dicono dall’amministrazione comunale – anche risposte timide dagli sponsor. Troppo timide per arrivare a coprire i costi di una grande mostra, vicini al milione di euro. E così quello che doveva essere il più grande evento culturale della provincia dolomitica salta.
Al suo posto, una serie di convegni e seminari, con illustrazione da remoto delle opere del grande pittore cadorino. Il tutto seduti comodamente nella propria casa, anche se potrebbe – condizionale d’obbligo – essere scelto Palazzo Bembo quale sede per alcuni incontri. Ma in questo modo, quale sarà il ritorno per la città?
Una domanda che tornerà sicuramente domani (lunedì 29 novembre) durante il consiglio comunale. Qualcuno ha già cominciato. Come la consigliera Roberta Olivotto (Belluno è di tutti).
«Al posto della mostra ci sarà una serie di seminari da remoto. In Dad, in pratica. Iniziativa dal notevole valore scientifico, probabilmente, ma assolutamente non in grado di avere reali ricadute economiche e di immagine per Belluno» sostiene la consigliera di minoranza. «A questa amministrazione manca totalmente la consapevolezza che la cultura deve essere vitalmente intrecciata al tessuto economico e sociale della città e che chi se ne occupa deve avere competenze non solo umanistiche, da studioso, ma deve saperne di marketing, gestione, organizzazione di eventi, reperimento di fondi e molto altro».





