Violenza di genere, oltre 230 gli episodi nel 2021

Violenza di genere, oltre 230 gli episodi nel 2021

Stalking, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia. Sono le fattispecie di reato più comuni per quanto riguarda la violenza di genere in provincia. Un fenomeno al momento stabile (nonostante il lockdown) ma che va tenuto sotto grande attenzione.

I dati sull’attività del nucleo antiviolenza sono stati presentati questa mattina al comando provinciale dei carabinieri.

Sono stati in totale 234 gli episodi di violenza perseguiti finora nel corso del 2021. Un leggero aumento rispetto ai 219 del 2020. In aumento anche i reati che la fanno da padrone, ovvero gli episodi di violenza domestica: 80 quest’anno, contro i 73 dell’anno scorso. Seguono, nella triste classifica, le lesioni personali: 45 le denunce, numero invariato rispetto al 2020. In un anno sono invece quasi raddoppiati i casi di stalking e atti persecutori in genere: sono 45 quelli venuti alla luce finora, erano 23 nel 2020. Numerosi anche i casi di violenza sessuale: 29 quest’anno, in leggero caso rispetto ai 23 del 2020. Va detto però, come specificano i carabinieri, che non stiamo parlando di stupri, ma nella stragrande maggioranza dei casi di palpeggiamento (magari sul posto di lavoro) o approcci che vanno oltre il limite del consentito: in ogni caso, comunque, dei reati che vanno perseguiti e che lasciano strascichi psicologici sulle vittime.

In lievissimo calo, invece, le misure cautelari adottate. In totale nel 2021 sono 17, ma manca ancora un mese abbondante alla fine dell’anno. Nel 2020 furono 19. Sempre l’anno scorso furono 3 i soggetti messi agli arresti domiciliari, 4 quelli in libertà vigilata e uno arrestato. Il 2021 ha visto finora l’esecuzione di 3 arresti, ma ci sono stati anche 7 allontanamenti dalla casa familiare (nel 2020 nessuno) e 4 divieti di avvicinamento alla persona offesa (nel 2020 questo tipo di misura fu adottata 9 volte). Il 2021 ha visto anche l’applicazione, per la prima volta, del braccialetto elettronico che segnala se la persona si avvicina a meno di 200 metri dall’abitazione della vittima: 2 le soluzioni adottate in tal senso.

«Il fenomeno della violenza di genere – spiega il colonnello Francesco Rastelli, comandante provinciale dell’Arma – va combattuto innanzitutto coltivando la cultura del rispetto. Prevenire questo tipo di reati è la strada corretta, perché quando si interviene per reprimere il danno è già stato fatto e la vittima ha già sofferto oltre il lecito». Per aumentare la consapevolezza, i carabinieri, in accordo con l’ufficio scolastico provinciale, parleranno specificamente di violenza di genere nel corso dei ciclici incontri organizzati con gli studenti delle scuole superiori della provincia (in particolare con gli studenti del 4° e 5° anno).

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