Uno spettacolo rivoluzionario. Potente. Con un messaggio preciso. Per citare don Tonino Bello, «il senso della vita, della giustizia e di Dio non si trova in fondo ai ragionamenti, ma sempre in fondo al nostro impegno».
È uno dei pilastri di #iosiamo dall’io al noi, spettacolo teatrale con Tiziana Masi che mercoledì prossimo (10 novembre) aprirà le attività delle Scuole in Rete. E in particolare avvierà il progetto “Cittadini con il turbo: ripartire dal noi”, pensato per promuovere l’educazione alla cultura e alla pratica del volontariato. «Prendersi cura dell’altro e dell’ambiente» spiega il professor Franco Chemello, coordinatore delle Scuole in Rete.
«Il progetto prevede diverse azioni per promuovere la cultura del volontariato, della solidarietà, della non violenza, dei diritti umani, della cittadinanza globale, del rispetto delle diversità, dell’ambiente e dei beni comuni, della legalità e della parità di genere – spiega Franco Chemello, coordinatore delle Scuole in Rete (nella foto assieme alla consigliera comunale di Belluno Nadia Sala -. Insomma tutto ciò che valorizza il “noi” per ripartire dopo la pandemia. Si parte da un questionario a tutti gli studenti per indagare la loro sensibilità rispetto al volontariato. Ma c’è anche un concorso e prevediamo una serie di incontri di approfondimento con esperti e protagonisti significativi del mondo civile sulle diverse tematiche».

Il primo appuntamento però è per mercoledì, a teatro. Doppio appuntamento. Alle 10.15 per gli studenti, alle 20.30 per tutti i bellunesi.
#iosiamo, un lavoro di Andrea Guolo, Antonio Panzuto, Alessandra Lepri, Paolo Valerio e Mirko Segalina, racconta storie di impegno personale, uomini e donne che si sono messi in gioco e si sono dati agli altri, generosamente, facendo del bene. Racconta cosa fanno e perché lo fanno. Vicende di persone comuni e allo stesso tempo straordinarie. Perché alla fine il volontariato può essere uno spettacolo, da fare e poi da guardare a teatro. Ma anche da imparare.
«#iosiamo è la testimonianza di chi ha superato la sfera dell’io perché ha compreso che soltanto attraverso il noi è possibile creare davvero un altro mondo – spiegano dalle Scuole in Rete -. Un monologo delicato e prorompente di umanità per ricordarci che essere umani non è solo un destino biologico, ma ci “conviene”».





