Alla fine sarà election day: il 18 dicembre la Provincia andrà al voto sia per il presidente (si sapeva già) sia per il consiglio. La novità è proprio questa: per allinearsi al voto in unica data voluto da Upi (Unione Province d’Italia) e per evitare una nuova giornata di urne tra febbraio e aprile, i consiglieri provinciali si sono dimessi. Volontariamente. E tutti d’accordo: la lista di centrosinistra lo aveva annunciato con un comunicato stampa; i quattro di centrodestra hanno firmato ieri mattina (6 novembre).
«Sono contento di questo ulteriore segno di solidità della squadra del consiglio provinciale. I consiglieri si sono dimessi tutti, a conferma del senso di unità e di spirito di servizio che tutti i dieci che mi hanno accompagnato fin qui hanno sempre messo davanti a tutto, anche delle ideologie di parte, per il bene del territorio» commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «È un segno che dà la misura della forza e dell’impegno di questo consiglio, che mi auguro rimanga anche con il prossimo. Senza le dimissioni, non avremmo potuto fare l’election day previsto dall’Upi, una giornata elettorale che riguarda tutte le Province d’Italia e che serve anche a ridare dignità a questo ente, che per il territorio di Belluno e della montagna considero strategico e fondamentale. E saremmo stati l’unica Provincia ad andare al voto due volte nel giro di pochi mesi».
Il consiglio infatti scadeva naturalmente il 16 febbraio. Ora si aprirà la fase della costruzione delle liste. Una di centrodestra e una di centrosinistra, probabilmente. Lo si saprà il 28 novembre, data di scadenza per la presentazione delle candidature. Poi, voto il 18 dicembre per i sindaci e i consiglieri comunali: dopo la riforma Delrio infatti l’elezione di Palazzo Piloni è diventata di secondo grado.





