Decolla domani (lunedì 8 novembre, alle ore 18.30), il ciclo di incontri promosso dall’Associazione Dafne: “Per fortuna siamo tutti genitori imperfetti”.
Il primo appuntamento è previsto in sala Bianchi, a Belluno, e avrà come relatrice Roberta Gallego. La pm della Procura di Belluno si concentrerà sul tema “Come gestire il rapporto con i figli in presenza di dipendenza (cibo, fumo, alcool, droga…)”.
«L’evolversi della società – affermano gli organizzatori – ha sbriciolato la visione della famiglia del ‘900 e le figure delle certezze: uomo che lavora, donna che sforna figli ed è l’angelo del focolare, la regina della casa negli stereotipi della pubblicità. E le generazioni di oggi sono sempre più fragili. Così i genitori, nel tentativo di proteggere i propri figli, diventano iperprotettivi, ottenendo l’effetto contrario: ragazzi e ragazze in difficoltà nel gestire le sconfitte, nel prendere decisioni e nel relazionarsi con i pari. Dal canto loro, gli operatori del welfare hanno invece l’imperativo di sfornare idee, corsi, laboratori, seminari, come se educare madri e padri ad essere buoni genitori sia avulso da un contesto in cui c’è totale assenza di principi etici; ma per crescere occorre educarci tutti.
In questo quadro, la famiglia rimane il nucleo dell’organizzazione sociale: «Ma è assediata da scelte politiche che non sanno risolvere problemi quotidiani: conflitti interculturali, endemica povertà economica e culturale, discriminazioni, violenze. Della famiglia si occupa una politica che non cresce, ma regredisce».
Da qui l’appello “agli uomini di buona volontà”: «Intreccino un’alleanza e vadano in soccorso delle nuove generazioni affinché imparino a liberarsi da sovrastrutture nocive, per rendersi liberi e responsabili nei pensieri e nelle scelte. Educatori, psicologi, insegnanti, operatori stringano un patto con i genitori per riflettere su alcuni concetti. Questo progetto propone di incontrarsi, confrontarsi, scontrarsi, condividere, imparare a crescere assieme».
I genitori (imperfetti) sognano figli perfetti: «E in tal senso si spendono quotidianamente. Ma è difficile se emerge la paura che ai piccoli possa accadere qualcosa di grave. Si cerca di evitare loro ostacoli, delusioni, rischi, aiutandoli continuamente in ogni difficoltà. I genitori vivono tensioni, i figli non “crescono” e non si sviluppa in loro la disposizione a cimentarsi in futuro nella soluzione dei problemi».
A volte si sbaglia senza rendersene conto: «Per questo – concludono dall’Associazione Dafne – la condivisione di esperienze può aiutare padri e madri a interpretare meglio il loro ruolo e scoprire quanto può essere facile trasmettere ai propri figli gli strumenti per diventare coraggiosi, guerrieri, persone che saranno sé stesse e non come vorrebbero che diventassero i loro genitori».
In merito al ciclo di appuntamenti, è attivo l’indirizzo iscrizioni.dafne@gmail.com, oltre al numero 339 7937503.





