È l’erbario più antico delle Dolomiti bellunesi. Frutto del botanico Francesco Sandi e realizzato nella prima metà dell’Ottocento. Attualmente è custodito dal Parco nazionale Dolomiti bellunesi in Piazza Piloni. Ma sarà presentato anche al grande pubblico, al Museo etnografico di Seravella.
Dopo l’uscita del catalogo dell’Erbario Caldart, curato da Carlo Argenti nel 2018, proseguono infatti le iniziative editoriali di valorizzazione delle collezioni botaniche ospitate nel Museo, con un secondo volume della collana “Quaderni del Museo Naturalistico Dolomiti Bellunesi” dedicato appunto all’Erbario Sandi, preziosa testimonianza dell’attività di esplorazione botanica in provincia di Belluno.
La stampa del volume è stata possibile grazie al sostegno di Unifarco. Il lavoro degli autori, Carlo Argenti e Gianni Poloniato, attraverso la catalogazione, la ricerca biografica, l’indagine calligrafica e la revisione dei reperti d’erbario, ha meglio definito il contesto storico in cui prese forma, per la prima volta in provincia, una flora, ovvero un catalogo delle specie botaniche che si possono rinvenire nel territorio.
Questa nuova pubblicazione, oltre a rappresentare il catalogo completo della collezione, che elenca tutte le entità presenti e le annotazioni presenti sui cartellini, è completata da alcuni capitoli introduttivi che illustrano, con immagini e documenti, il contesto scientifico ai tempi di Sandi, le vicende biografiche e l’attività del botanico bellunese, gli studiosi e i raccoglitori con cui fu in contatto e le specie più significative presenti in erbario.
Lo studio dell’erbario ha reso possibile una migliore comprensione del ruolo del medico e botanico Alessandro Francesco Sandi nell’esplorazione floristica della provincia.
Il volume sarà presentato al Museo etnografico venerdì 5 novembre alle 18.





