Inclusivo e accessibile: il turismo montano si proietta nel futuro, con sguardo sulle Paralimpiadi 2026

Inclusivo e accessibile: il turismo montano si proietta nel futuro, con sguardo sulle Paralimpiadi 2026

Un dato e un appuntamento. Sono questi i due fari guida del turismo bellunese. L’appuntamento è quello del 2026, che porta con sé Olimpiadi e Paralimpiadi. Il dato invece è un numero che troppo spesso non viene calcolato: entro qualche anno il 31,8% dei cittadini europei sarà fatto di persone con disabilità, che cercheranno un turismo accessibile. Basta questo per disegnare la strada di alberghi, località montane, accoglienza e via dicendo. Una strada che ieri (lunedì 11) è stata progettata al Dolomiti Show, la fiera del turismo bellunese, con la partecipazione di Provincia, Regione, operatori, associazioni di categoria e anche il ministro Federico D’Incà.

Lo stimolo all’inclusione e a un turismo per tutti, senza barriere (fisiche o ideologiche) è stato lanciato da Oscar De Pellegrin, dall’associazione Cortina senza confini e anche dagli atleti bellunesi con disabilità, René De Silvestro e Moreno Pesce in testa.

«Bisogna lavorare con le scuole e con i giovani, per avviare alla vita adulta persone che possiedono i sani principi dello sport come educazione e stile di vita. E poi bisogna far conoscere le tematiche della disabilità» ha detto De Pellegrin, oro alle Paralimpiadi di Londra. «Tra l’altro lavorare su questi temi significa anche innescare diversi settori economici. Non solo perché ci sono sempre più persone con disabilità che cercano il turismo, ma anche perché con l’invecchiamento della popolazione, tutti avremo bisogno di vacanze accessibili, prima o poi». 

Il primo punto da affrontare riguarda le strutture ricettive, su cui l’assessore regionale Federico Caner ha assicurato l’avvio di contributi ad hoc. Poi, bisogna agire sulla cultura e la formazione. L’hanno detto anche il presidente della Provincia Roberto Padrin e il ministro Federico D’Incà: «L’appuntamento del 2026 è l’occasione per dimostrare che i Giochi non sono uno sperpero di denaro pubblico ma una grande occasione. Le Paralimpiadi in particolare sono lo strumento con cui costruire un territorio più inclusivo».

«Non dovremmo avere alberghi con aree dedicate alle persone con disabilità, ma strutture accessibili a chiunque» ha fatto eco Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno. «C’è poco tempo per le Olimpiadi, quindi bisogna fare in fretta, con fondi dedicati, leggi speciali, e soprattutto uno snellimento burocratico. Noi ci siamo».

Insomma, inclusione è la parola d’ordine. La strada è tracciata: porta dritta al 2026. 

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