Sempre meno casi, sempre meno Comuni coinvolti. E’ un inizio di autunno foriero di belle notizie dal fronte della pandemia.
Come dimostrato dai dati diffusi nei giorni scorsi, covid – 19 in provincia è in flessione. Decisa e ormai prolungata. Lo conferma il report settimanale dell’Ulss 1 Dolomiti, che certifica una situazione completamente rovesciata rispetto ad un anno fa, quando l’autunno coincise con la repentina crescita di casi che si trasformò ben presto nella devastante seconda ondata di coronavirus.
Oggi, per fortuna, non è così. Al momento sono 146 i bellunesi in isolamento, 22 i nuovi casi segnalati ieri. Ma sono 35 quelli rilevati nell’ultima settimana: ben 49 in meno rispetto ai sette giorni precedenti. Di conseguenza crolla il tasso di incidenza settimanale, che si attesta a 17,5 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Un dato di molto inferiore alla media nazionale (36,2 su 100 mila abitanti).
Una regressione che si può notare anche osservando la mappa della distribuzione del virus nei singoli comuni. Sono solamente 12 (su 61) i territori che hanno registrato nuovi casi nell’ultima settimana, e ovunque con incidenza minima.
Questa situazione che volge al bello ha soprattutto un artefice: il vaccino. La sua efficacia è dimostrata anche osservando il grafico che disegna le nuove infezioni per fasce di età. Ad essere colpiti da covid – 19 sono in questo periodo principalmente i soggetti più giovani e quelli di mezza età, con preponderanza nella fascia di età 45-64 anni, quella al momento più a rischio perché più restìa a vaccinarsi.
Ampiamente sotto controllo anche la situazione negli ospedali. Tra Belluno e Feltre sono attualmente ricoverati 7 pazienti covid positivi, di cui 2 in terapia intensiva: una persona di 62 anni a Belluno e una di 85 anni a Feltre. In area non critica all’ospedale San Martino sono ricoverati 5 pazienti: 2 (di 70 e 81 anni) in Pneumologia con quadro severo; 3 (di 73, 80 e 90 anni) in Malattie infettive.
Funziona anche la terapia a base di anticorpi monoclonali. Sono 83 i bellunesi trattati finora dall’unità operativa di Malattie infettive di Belluno.





