Dopo un anno difficile, la Polizia festeggia il suo patrono

Dopo un anno difficile, la Polizia festeggia il suo patrono

Una cerimonia sobria, come è nello stile della Polizia. Ma importante, perché rappresenta la prima cerimonia pubblica del Corpo dopo lo scoppio della pandemia di covid- 19. Ieri, nel salone di rappresentanza della Prefettura, è andata in scena la festa di San Michele arcangelo, patrono della polizia di Stato.

«L’ultimo anno è stato molto difficile – ha spiegato il questore Lilia Fredella nel discorso introduttivo – e se finalmente vediamo più di qualche bagliore di luce è merito della scienza». Il questore ha ricordato anche come il covid abbia colpito duramente proprio il corpo di polizia bellunese. «Sono stati molti i miei colleghi infettati dal virus, alcuni sono anche stati ricoverati in terapia intensiva. Io stessa sono stata male ed ho vissuto momenti non facili, accompagnati dalla paura. Se alla fine tutti ne siamo usciti credo di poter ringraziare anche San Michele Arcangelo». A margine delle premiazioni, Fredella è poi tornata sull’argomento, incalzata sul numero di poliziotti contagiati. «E’ un numero che non posso dare. Posso però dire che il precedente direttore generale dell’Ulss 1 (Adriano Rasi Caldogno, ndr) scherzando ma non troppo un giorno mi disse: “Se continuate così arriverete all’immunità di gregge della polizia».

Ma non solo la pandemia. Il 2021 è stato anche l’anno dei Mondiali di sci: «Un evento che, seppur depotenziato dal covid ci ha messo a dura prova – spiega Fredella – . Abbiamo affrontato un impegno sproporzionato rispetto alle nostre forze, ma lo abbiamo portato a termine al meglio grazie all’enorme impegno di tutti».

Il questore ha poi consegnato alcuni riconoscimenti ai colleghi che si sono particolarmente distinti. La novità di quest’anno è stato il premio intitolato ad Antonio Prencipe, già presidente dell’Anps (associazione nazionale Polizia di stato). Un memorial voluto, come ha spiegato Fredella, «Per premiare chi, in servizio, si sia distinto per dei gesti di particolare umanità verso i cittadini». I primi due vincitori del memorial sono stati gli agenti Giuseppe Lo Grasso e Marco Perretta, per aver supportato psicologicamente Francesca Vignolle, che lo scorso 12 agosto ha assistito al tragico incidente che è costato la vita al marito Tonino Zampieri. La figlia, Chiara, al microfono ha voluto ringraziare: «si dice in questi casi che hanno fatto “solo” il loro dovere. Ecco, quel “solo” voglio sottolinearlo, perché c’è modo e modo di fare il proprio dovere. Giuseppe e Marco lo hanno fatto con dedizione, coraggio, professionalità, ma anche cin cura, attenzione e vicinanza. Doti innate».

Premiata anche la Provincia di Belluno, per i lavori eseguiti nella sede della questura, e il Comune di Ponte nelle Alpi, per il supporto logistico. Infine, riconoscimento anche ad Erika Leone, del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 1, per le attività di prevenzione nei confronti del personale di polizia.

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