Sono quasi 53mila le previsioni di nuovi ingressi professionali in Veneto per settembre. Si sale a 142mila fino a fine novembre. E anche Belluno partecipa alla rinnovata primavera del lavoro. La domanda è: le imprese riusciranno a coprire tutte le loro esigenze? Perché la ricerca di cuochi, tecnici specializzati e metalmeccanici si scontra con la carenza diventata virale negli ultimi mesi di figure a disposizione. Ovvero, la domanda supera l’offerta.
I DATI
Nel trimestre settembre-novembre sono previste 5.290 entrate per la provincia di Belluno (+1.500 sul 2019). Lo dice l’ultimo bollettino Excelsior, l’indagine di Unioncamere e Anpal che mensilmente analizza i fabbisogni professionali di un campione significativo di imprese. Significa che la ripresa post-Covid comincia a essere sana e robusta. Riuscirà il territorio a darle seguito?
Per il solo mese di settembre sono 1.780 le entrate previste, in calo rispetto a giugno 2021 (2.940). Una diminuzione “fisiologica” visto il termine della stagione estiva, basta notare che a giugno le figure richieste per i soli servizi di alloggio, ristorazione e turistici erano 930, a settembre 290.
IL DETTAGLIO
Cuochi e camerieri rimangono comunque tra le professioni più ricercate, 280 posizioni, con una difficoltà di reperimento che supera il 70% (dato che probabilmente risente del fatto che a fine agosto, quando è iniziata l’indagine Excelsior, molti dei lavoratori di questo settore avevano già impiego altrove). Rimane alta la richiesta di operai specializzati, in particolare quelli metalmeccanici, 350 posizioni, per i quali la difficoltà di reperimento riguarda circa 6 figure su 10.





