Oggi ricorrono 43 anni dalla morte di Papa Luciani. “Il Papa del sorriso”, come viene chiamato. “Il Papa di settembre” come lo ha definito il Time. Il pontificato di soli 33 giorni è passato alla storia come uno dei più brevi di tutta la millenaria vicenda ecclesiastica (il più breve degli ultimi secoli). Ma ci sono anche altri episodi divenuti celebri nella vita di Luciani. Come il viaggio in Portogallo un anno prima di diventare Papa e il colloquio con la veggente che gli avrebbe rivelato il terzo segreto di Fatima. O come lo scisma di Montaner, la comunità ribellatasi a Luciani vescovo di Vittorio Veneto (la parrocchia trevigiana dal 1967 ha dato vita a una comunità ortodossa).
Forse in pochi però conoscono alcuni degli aneddoti bellunesi. Semplici, come era semplice la vita di Albino Luciani, che per qualche anno celebrò la messa a Borgo Prà. Tutti i giorni, nella chiesetta di San Giuseppe, altro santo “semplice”. Forse era proprio la genuinità e il silenzio del marito di Maria a far apprezzare al futuro Papa Giovanni Paolo I la chiesetta a metà della salita che porta a Baldenich. Fatto sta che mentre era cappellano nella parrocchia di Santo Stefano, Luciani scelse proprio quel piccolo edificio religioso – di fine Settecento – per le sue celebrazioni. Non solo: insegnava lì anche il catechismo. Tanto che ancora oggi c’è un medaglione in bronzo che lo ricorda: «La popolazione di Borgo Prà, ricordando i semplici e preziosi insegnamenti che don Albino Luciani Papa Giovanni Paolo I nei primi anni di sacerdozio in questa chiesa donò, riconoscente pose. Luglio 1982».
La chiesetta di San Giuseppe inizialmente era intitolata alla Vergine del Buon Consiglio, ma gli abitanti del luogo, per la maggior parte falegnami (marangoni), cambiarono la dedica al loro patrono. Altra curiosità? Non solo Luciani, ma anche un altro Papa la scelse spesso per la preghiera personale: Mauro Cappellari, il futuro pontefice Gregorio XVI.





