Deposito di materiale da scavo alla cava Col delle Vi: «Potrebbe valere 20 milioni di euro»

Deposito di materiale da scavo alla cava Col delle Vi: «Potrebbe valere 20 milioni di euro»

«Abbiamo una cava che nel futuro rischia di diventare sede di una discarica, come spesso succede. Perché non farla diventare un’opportunità per il nostro Comune?». Massimo Bortoluzzi, candidato sindaco al Comune di Alpago con la lista “Cambiamento e Sviluppo” lancia l’idea per la cava di Col delle Vi, tuttora utilizzata e in fase di esaurimento in una parte.

«C’è la disponibilità, con una variante al piano di cava e per il ripristino dell’area, di riempire la zona esaurita con terre e roccia da scavo. Quindi, con materiale sicuro e certificato dal punto di vista ambientale» dice Bortoluzzi. Che guarda anche all’aspetto economico: «Dalle stime che abbiamo si tratta di oltre 5 milioni di metri cubi di disponibilità, il che significa circa 20 milioni di euro di introito, risorse che spalmate nell’arco di una decina di anni potrebbero essere reinvestite sul territorio, per cofinanziare progetti, per il sociale, per le manutenzioni e anche per abbattere costi sui servizi alla collettività».

Quello della disponibilità di siti di deposito di rocce e materiale da scavo è un problema sentito nel Bellunese, dove le amministrazioni – specialmente quelle nei cui territori insistono frane – hanno grande difficoltà a trovare luoghi adatti. «È successo anche con la frana di Schiucaz, per la quale gli interventi di messa in sicurezza hanno dovuto sottostare alla ricerca di un sito di deposito di rocce e terra esportate dal versante» dice Bortoluzzi. «Poter utilizzare in tal senso la cava di Col delle Vi rappresenterebbe quindi uno strumento importante anche per la gestione del territorio, oltre a una fonte di risorse. E poi, il sito è fuori dai centri abitati e quindi non costituisce un problema per il traffico di trasporto dei materiali».

«Di solito quando c’è un buco, lo si riempie di rifiuti e poi si chiude» conclude Bortoluzzi. In questo caso, invece, verrebbe depositato solo materiale da scavo, rocce e terra provenienti da frane e simili. Il buco quindi sarebbe ricoperto di terra ‘buona’, evitando un utilizzo diverso».

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