Cantieri fantasma in Comelico, Bond attacca: «Anas dimentica chi vive in montagna»

Cantieri fantasma in Comelico, Bond attacca: «Anas dimentica chi vive in montagna»

«Se l’Alto Bellunese è un luogo dimenticato, lo dicano chiaro e tondo. Ma così non può andare avanti. La viabilità è fondamentale per la montagna, per chi ci vive e lavora, e anche per il turismo». Nessun giro di parole: Dario Bond va giù duro su Anas. Del resto, le segnalazioni che arrivano quotidianamente da Cadore e Comelico sono eloquenti. L’ultima riguarda un cantiere sulla Statale 52 Carnica, tra il Comelico e la Val Pusteria. Un cantiere con tanto di semaforo, ma senza uomini e mezzi all’opera.

«I lavori sono cominciati a maggio, la carreggiata è stata occupata per metà ed è stato posizionato un semaforo, ma negli ultimi tre mesi non si è visto nessun operaio al lavoro» spiega Bond. «Nel frattempo si accumula il traffico e ogni giorno si creano disagi, per i turisti e anche per i locali, per i quali la strada è l’unica via per recarsi al lavoro e tornare a casa. Tra l’altro, mi segnalano che i semafori non sono coordinati, per cui c’è stato anche qualche episodio di pericolo di incidenti». Da qui, la denuncia. «Così non va: questo è il modo più semplice di far morire la montagna. Che ha sì bisogno di infrastrutture e quindi ben vengano i cantieri. Ma le infrastrutture vanno programmate. Tra poco comincia l’inverno e quel cantiere sarà costretto a rimanere fermo ancora a lungo. Non è tollerabile» dice Bond. «Per questo interrogherò il ministro dei trasporti e chiederò risposte ad Anas. Risposte che la montagna e i suoi abitanti esigono». 

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