Pedalare in quota: aumenta il numero di incidenti in bici

Pedalare in quota: aumenta il numero di incidenti in bici

Assaporare le meraviglie dei territori montani in bicicletta: una pratica sempre più gettonata. Ma ad aumentare, di pari passo, sono anche gli incidenti che coinvolgono i ciclisti lungo tracciati in quota.

A questo proposito, il Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi ha messo nero su bianco un regolamento. Tanto semplice, quanto chiaro: «È possibile andare in bicicletta sulle strade statali, provinciali e comunali; è vietato il transito con le biciclette sui sentieri; la rete di strade silvo-pastorali (sono le strade forestali sulle quali è vietata la circolazione dei mezzi motorizzati) è percorribile solo parzialmente dalle biciclette. Ad esempio è possibile salire in bicicletta al rifugio Dal Piaz da passo Croce d’Aune lungo la strada sterrata, ma le biciclette non possono poi proseguire oltre il passo Vette Grandi; in Val Canzoi si può arrivare alla casa Al Frassen, ma non è possibile salire in bicicletta fino all’altopiano di Erera; è possibile raggiungere in bicicletta malga Pramper in Val di Zoldo».

Nel sito internet del Parco www.dolomitipark.it, alla sezione “Visitare il Parco – Itinerari in bicicletta” si trovano le descrizioni sintetiche dei principali percorsi aperti al transito delle biciclette: «È sempre consigliato, prima di partire, informarsi sulle condizioni meteorologiche e sulla percorribilità dell’itinerario prescelto».

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