«Belluno si sta svuotando di negozi, botteghe. E di opportunità». Ad affermarlo attraverso un’interrogazione sono Fabio “Rufus” Bristot e Annalisa Dal Mas: due consiglieri comunali legati al gruppo misto. «Al netto del Covid – proseguono – Belluno è diventata sempre più una città addormentata, priva di qualsiasi programmazione turistica. La sua massima ambizione sembrerebbe quella di garantirsi la presenza di “un po’ di pesce e prosecco” o di qualche furgoncino di piadine o arrosticini. Una città che non vive più da tempo alcun tipo di appuntamento da segnare in agenda come ambizioso o, quantomeno, sentito e avvertito dalla comunità».
I consiglieri dipingono un quadro a tinte fosche: «Arrivare oggi a Belluno è deprimente. New jersey bianco-rossi ovunque e inserti gialli e neri presenti da anni nelle rotonde; erba sovente da tagliare lungo le strade cittadine del centro storico; manutenzioni di marciapiedi e porfidi del tutto assenti; gestione carente di giardini e piante ornamentali. Ma la cosa più avvilente è lo straordinario numero di negozi chiusi negli ultimi anni. Prima chiudevano nell’asse basso di via Mezzaterra, poi sempre più in su, fino ad arrivare in via Rialto. Quindi anche in piazza Martiri e zone contermini, tanto che una coppia di turisti veneti la scorsa settima a voce alta argomentava: “Xe pì negosi seradi che verti”».
La pandemia, però, ha inciso in maniera profonda: «Vero – riprendono Bristot e Dal Mas – ma non possiamo non segnalare una marcata disattenzione del Comune per specifiche azioni destinate alle attività commerciali e, in genere, al rapporto con il commercio che rappresenta da sempre la vitalità di una città. Non passa giorno in cui un esercente non ci contatti direttamente o per le vie brevi manifestando il proprio disappunto sul rapporto ormai deteriorato con il Comune di Belluno».
Da qui, le richieste al sindaco Jacopo Massaro: «Vorremmo conoscere, con riferimento al primo semestre 2021, quante attività hanno cessato nel centro storico. Se ci sia stato un decremento dei residenti e in quale misura. E chiediamo poi di conoscere quali azioni intenda attuare il Comune di per contrastare un fenomeno che, soprattutto nell’ultimo quinquennio, sta letteralmente svuotando Belluno di numerosissime attività».
I consiglieri del gruppo misto avanzano delle proposte: «Va garantita l’esenzione dal tributo dovuto per il servizio rifiuti (Tari) a tutte le nuove aperture in centro storico in accordo con Bellunum, così come l’esenzione sulla pubblicità e dal diritto sulle pubbliche affissioni. Senza considerare le scontistiche su ticket park, limitatamente a Lambioi».





