Allargamento delle fasce di rispetto delle linee elettriche, per evitare la caduta di piante e prevenire i blackout. Snellimento della filiera di gestione delle emergenze e creazione del nuovo Ccs, Centro coordinamento soccorsi. Dopo aver gestito tante emergenze, ora la Provincia di Belluno punta forte sulla prevenzione. È questo l’obiettivo del protocollo su cui Palazzo Piloni sta lavorando con la Prefettura. E adesso, anche con Enel.
Nel corso di un incontro a Roma infatti il presidente Roberto Padrin ha raccolto la disponibilità di Enel per quello che potrebbe rappresentare il primo accordo sperimentale italiano per individuare termini e modalità per un eventuale ampliamento delle fasce di rispetto dagli elettrodotti per il taglio piante.
«Una sinergia fondamentale per il nostro territorio, come hanno mostrato gli ultimi eventi meteo», commenta Padrin, dopo l’incontro con Carlo Tamburi, amministratore delegato di Enel Italia Spa. «Abbiamo verificato la possibilità di una sinergia all’iniziativa della Provincia per un aggiornamento normativo che consenta di allargare le fasce di rispetto sulle infrastrutture viarie ed elettriche, in modo da ridurre le probabilità che le piante possano cadere sulle linee elettriche. Ora l’obiettivo è rendere efficace la collaborazione già nei prossimi mesi, possibilmente prima delle piogge autunnali».
Poi c’è il nuovo Ccs, che la Provincia intende realizzare dentro la sede della caserma dei vigili del fuoco, in via Col da Ren. Un progetto che ha ricevuto l’ok anche dal capo Dipartimento nazionale di Protezione Civile, Fabrizio Curcio, incontrato a Roma (in foto).
La conformazione della sala operativa del Ccs provinciale ricalca quella del Dipartimento nazionale. Il progetto sarà finanziato in parte da una donazione dell’associazione industriali (392mila euro) e in parte con fondi propri della Provincia (400mila euro).
«Da parte del capo dipartimento l’impegno a verificare il corretto iter per la realizzazione del nuovo Ccs – conclude il presidente Padrin -. Inoltre, abbiamo affrontato anche un ragionamento complessivo sulle ultime emergenze meteo e sulla necessità di fare prevenzione al fine di ridurre le spese post emergenziali dei dissesti, come stiamo cercando di fare in provincia di Belluno».






