Arrivano i turisti sulle Dolomiti. Corretti e innamorati della montagna, per la maggior parte. Ma qualche “cafone” non manca mai.
Per questo, i Carabinieri forestali sono pronti a intensificare la vigilanza sulle aree maggiormente sensibili e frequentate. Come la Val Visdende, la Conca ampezzana, il Nevegal, il versante bellunese delle Tre Cime di Lavaredo, la Val di Zoldo. E il massiccio del Sorapis, nel cui lago vige il divieto di balneazione. «Il divieto mira a tutelare da un lato l’integrità del delicato circo glaciale, dall’altro l’incolumità pubblica, non essendo previsto alcun sistema di soccorso. Per gli inadempienti sono previste sanzioni fino a 500 euro».
Tra gli altri divieti comuni ai vari regolamenti, spiccano il divieto di abbandono di rifiuti, di campeggio, di accensione fuochi e l’obbligo di passeggio con cani al guinzaglio per evitare eccessivi disturbi alla fauna selvatica locale.
«Per tutelare queste aree – spiegano i Carabinieri forestali bellunesi – è necessario l’impegno di tutti i frequentatori della montagna, anche e soprattutto dei non addetti ai lavori, chiamati ad adottare comportamenti responsabili e di buon senso. I nostri controlli mirano a elevare la soglia d’attenzione perché tutti siamo chiamati a custodire queste meraviglie naturalistiche».





