Per mesi sono stati il termometro di una situazione epidemiologica drammatica. Ma da qualche settimana, finalmente, i numeri fotografano il netto e rapido indebolimento di Sars – Cov2. La conferma di una curva in costante discesa arriva dal report settimanale firmato dall’Ulss 1 Dolomiti.
Calano i dati relativi all’incidenza. Attualmente in provincia si misura un valore pari a 32 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti. Ben al di sotto dei 50 casi che rappresenta la soglia sotto la quale scatterebbe la “zona bianca”, con conseguenti allentamenti delle misure di prevenzione anti – contagio.
Certo, questo non significa che da domani ci sarà il “liberi tutti”: prima di tutto perché il dato va consolidato per almeno tre settimane, ma soprattutto perché la condizione della provincia di Belluno è legata a doppio filo con i dati regionali, in forte calo anch’essi ma al momento ancora superiori a quelli dolomitici.
Per un numero che cala ce n’è uno, strettamente correlato, che continua a crescere costantemente. Ma è una buona notizia. Negli ultimi sette giorni sono infatti saliti a 42 i Comuni bellunesi che non hanno registrato nuovi casi positivi: due terzi della provincia. La mappa elaborata dall’Ulss 1 presenta ormai moltissimi spazi bianchi, alternati all’azzurro tenue che indica un’incidenza tra 1 e 125 nuovi casi per 100mila abitanti. Non ci sono più Comuni “viola”, ovvero con un’incidenza superiore a 500.
Nella silhouette della provincia c’è solo una piccola macchia blu: è il Comune di Rivamonte, l’unico che negli ultimi sette giorni rientra nella fascia tra 250 e 500 nuovi casi per 100mila abitanti. Tutta colpa di un piccolo focolaio, a seguito di un pranzo tra parenti un po’ troppo disinvolto. Cinque i contagi accertati a seguito della reunion familiare. Ma in un paese di 615 anime fanno la differenza tra l’azzurro e il blu.
E’ semaforo verde, invece, per quanto riguarda la situazione negli ospedali. A Belluno non ci sono più ricoveri in terapia intensiva causa covid, e anche i pazienti in area non critica sono pochi, 17. La provincia di Belluno si mantiene quindi, come la settimana scorsa, nella fascia di rischio più basso.





