Chiocciole giganti sul Palazzo delle Contesse: è “Arte fuori dal Comune”

Chiocciole giganti sul Palazzo delle Contesse: è “Arte fuori dal Comune”

Sorprendenti chiocciole fucsia invadono la piazza di Mel, inerpicandosi sul Palazzo delle Contesse. Simbolo di lentezza, certo, ma anche di costanza. Quella che serve per uscire indenni (o quasi) da questa pandemia.

Sono le vistose installazioni di cracking art del progetto “Arte fuori dal Comune”, nato dalla sinergia tra l’associazione culturale Feudo, l’amministrazione comunale di Borgo Valbelluna e Bellunum srl. Impreziosiranno piazza Papa Luciani fino al prossimo 30 settembre, invitando a coltivare prudenza e costanza, con un occhio alla sostenibilità e al rispetto per il prossimo.

Le imponenti chiocciole, infatti, sono completamente realizzate in plastica riciclata. Lo scopo è sviluppare il dibattito intorno ad un mondo più sostenibile. Una questione che tocca tutti da vicino. D’altra parte, come sottolinea l’amministratore unico di Bellunum (la società che si occupa della gestione dei rifiuti anche per Borgo Valbelluna) Davide Lucicesare, «La plastica è un materiale straordinario, democratico e che si può reinventare in molti modi. Ma che va anche usato con coscienza, senza sprechi. Diciamo no alla plastica usa e getta».

“Arte fuori dal Comune”, per l’amministrazione comunale di Borgo Valbelluna, rappresenta anche un modo inconsueto per promuovere la cultura, lanciando un messaggio di speranza in vista dell’agognata ripartenza. «In questo momento tragico – spiega il vicesindaco Simone Deola – la chiocciola è simbolo di lentezza ma anche di costanza. Il nostro obiettivo è quello di ripartire e dobbiamo concentrarci su questo. Certo i tempi non li dettiamo noi, ma noi possiamo deciderne i modi».

L’installazione di cracking art arriva a Mel grazie all’idea dell’associazione Feudo, ed apre la strada alla mostra delle opere di alcuni ospiti diversamente abili del centro diurno “Noialtri” di Mel, ai quali “Arte fuori dal Comune” è in qualche modo dedicata. «Ognuno di noi ha peculiarità differenti – sono le parole del presidente del Feudo, Andrea Robassa – e per noi è fondamentale valorizzare gli ospiti del centro diurno attraverso la forma artistica, che è il loro modo di comunicare più semplice e immediato. E per loro è fondamentale poter uscire dall’ambiente del centro diurno e confrontarsi con i grandi spazi».

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