Maria Grazia Carraro, si presenta la nuova dg dell’Ulss 1: «Rete, collaborazione, telemedicina»

Maria Grazia Carraro, si presenta la nuova dg dell’Ulss 1: «Rete, collaborazione, telemedicina»

Fare rete. Insieme. E telemedicina. Sono i pilastri del nuovo corso dell’Ulss 1 Dolomiti. Che è nel segno di una donna, la prima a guidare l’azienda sanitaria provinciale. Maria Grazia Carraro da lunedì ha preso ufficialmente il posto di Adriano Rasi Caldogno. Dopo 10 anni a Treviso, altrettanti a Pieve di Soligo e l’esperienza all’Ulss 4 del Veneto Orientale (come direttore sanitario), per lei quella tra le Dolomiti è la prima esperienza come direttrice generale di un’azienda sanitaria. Ieri si è presentata alla stampa.

«Non mi aspettavo di essere nominata a capo dell’Ulss 1 – ammette – ma sono davvero felice di essere a Belluno. Un territorio vasto e difficile ma che ha grandi potenzialità e alcune skill che da altre parti non ci sono. Si pensi solo alla vetrina internazionale dei Mondiali di sci appena conclusi». Oppure l’appuntamento olimpico del 2026. D’altra parte è stato lo stesso Luca Zaia a soprannominare Carraro “La donna delle Olimpiadi”. Vorrà pur dire qualcosa, no? «È stata una sorpresa, anche questa – risponde la nuova direttrice – e devo ancora capire bene come definirmi. Ma di sicuro è una sfida entusiasmante».

Per sua stessa ammissione Carraro del Bellunese conosce ben poco, ma la volontà è di mettersi in pari in pochissimo tempo. «Ho già potuto fare un primo breve tour all’interno dell’ospedale “San Martino”, entrando come un normale utente dal Pronto soccorso. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla tecnologia avanzata che ho trovato in Radiologia, a Medicina nucleare (con il nuovo acceleratore in via di calibrazione) e anche nei reparti di degenza che ho visitato brevemente».

Insomma, per usare una metafora sportiva, per Carraro ci sono tutte le basi per fare bene. Anche dal punto di vista umano. «Il mio motto da sempre è “Siamo persone che lavorano con le persone”, spiega. «Una rete di professionisti, ognuno con proprie caratteristiche, che lavorano fianco a fianco per curare altre persone. Mettere insieme questi due elementi è particolarmente complesso ma se si riesce a fare sistema si ottengono i risultati migliori, accompagnando le persone lungo il percorso di cura, anche con un sorriso». La provincia di Belluno è vasta e ha densità di abitanti differenti tra parte alta e bassa. Certo i problemi sono tanti, ma le basi sono ottime».

Nella sua prima uscita pubblica Maria Grazia Carraro ha fatto capire che la tecnologia avrà un ruolo determinante nelle sorti della sanità bellunese. A cominciare dalla telemedicina. «È un settore che mi ha sempre interessato, fin da giovane – spiega – e credo possa avere grandi potenzialità in un territorio frammentato come questo. Perché avvicina le persone, i professionisti e permette di fare delle cose che non si potrebbero fare con la sola presenza fisica».

Immancabile un passaggio sulla pandemia. Anche il Bellunese, come il resto della Regione, sembra finalmente aver ingranato la marcia giusta sui vaccini. «Dovremo cercare di coprire tutta la popolazione nel minor tempo possibile, anche grazie all’arrivo dei nuovi vaccini. L’auspicio è di poter coinvolgere a breve anche i medici di base, le vere sentinelle del territorio».

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