Prima la distruzione. Poi la rinascita, nel segno della solidarietà. Con un grande contributo cadorino. È la vicenda di Fiore, pastore della Valsesia, che si è visto distrutto tutto il suo mondo. L’alluvione che nell’ottobre 2020 ha colpito Piemonte e Lombardia occidentale gli ha portato via oltre 1.200 capi di bestiame. Tutta la sua vita.
Per sua fortuna, proprio in quel periodo era in vacanza in Valsesia Giacomo Maroldo, non nuovo a iniziative solidali e raccolte fondi. E dal Cadore è partita l’ultima maratona di generosità, che è servita a far ripartire l’attività di Fiore (Generosità senza confini: da Auronzo per aiutare un pastore della Valsesia). Adesso però quella maratona non si ferma.
«Sono stato contattato da Matteo De Coppi, titolare col padre Domenico di un magazzino di frutta e ortaggi, prodotti e lavorati in Cadore. Mi hanno consegnato una busta con un contributo, dei pacchi di alimenti e oltre 25 chili di farina da polenta prodotta in Cadore da consegnare all’allevatore del Valsesia – racconta Maroldo (in foto con Nonna Peppina, l’anziana signora aiutata dopo il terremoto che ha colpito le Marche) -. Anche questa volta la gente Cadorina si è dimostrata solidale nelle brutte situazioni».
E Fiore lo sa bene. Tanto da aver scritto un messaggio commosso proprio a Giacomo Maroldo, con la richiesta di condividerlo a tutti i cadorini che gli hanno dato una mano.
«Con i soldi raccolti subito dopo la disgrazia che mi ha messo in ginocchio, ho potuto acquistare i primi capi e sono riuscito a portare a casa qualche piccolo capretto… se Dio vuole, piano piano mi rialzerò – le parole di Fiore -. Non so come ringraziare la gente dei tuoi luoghi, del Cadore, e molti altri che mi stanno dando un grandissimo aiuto. Senza di voi – credimi – non sarei più ripartito, ma si sarebbe fermato tutto il giorno dell’alluvione. Non riuscirò mai a sdebitarmi».
Nei prossimi giorni, Fiore riceverà anche l’ultimo frutto della maratona solidale.





