Cavo Enel a terra, 4 giorni per ripararlo: «Ci lasciano morire in mezzo alla neve»

Cavo Enel a terra, 4 giorni per ripararlo: «Ci lasciano morire in mezzo alla neve»

C’è un Comune. Piccolo e di alta montagna… potrebbe cominciare così la narrazione di Danta di Cadore. Poco meno di 500 anime, 1.400 metri di altitudine, incastonato tra Auronzo e il Comelico.

Un angolo di paradiso? Provate a dirlo agli abitanti, che nell’emergenza maltempo sono rimasti isolati per quattro giorni interi. Sotto la neve e con una strada (la Sp 6 che da un lato scende ad Auronzo, dall’altro degrada fino a San Nicolò di Comelico) bloccata dalla caduta di piante. L’altra via? Occupata da un cavo elettrico di media tensione. Quindi isolamento totale. Danta fuori dal mondo.

«Oggi è la quarta giornata che abbiamo un cavo elettrico a terra che impedisce il transito per il paese – diceva ieri il sindaco, Ivano Mattea, tra la rabbia e la disperazione -. Dall’altra parte, la provinciale 6 è bloccata dalle piante che continuano a cadere sotto il peso della neve».

Una situazione che si era vista solo con Vaia e in altre parti della provincia, dove l’isolamento era durato comunque meno di quattro giorni. 

«Voglio solo fare un appello ai dirigenti Enel di alto grado» continua il sindaco, in mezzo alla neve, tra rumore di motoseghe e di frese, in un video che ha cominciato a girare. «Non si può aspettare quattro giorni per liberare un cavo che alimentava oltre a Danta anche parte del Comelico. Siamo dimenticati da tutti. Poi ci criticano dicendo che la montagna si spopola. A queste condizioni moriamo in mezzo alla neve».

C’è il lieto fine? Per fortuna sì. Da ieri sera (mercoledì 9 dicembre) Danta è di nuovo raggiungibile. Sono stati posizionati dei dossi sopra il cavo elettrico, così da consentire il passaggio delle auto. Dopo quattro giorni, forse, è il minimo. 

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