Poco più di 12 ore (12h26”) per completare un percorso che, solitamente, si porta a termine nell’arco di 4 o 5 giorni: il percorso dell’Alta Via numero 7.
L’impresa è stata scritta con l’inchiostro del coraggio, della passione e della meticolosa preparazione. E ha una firma ben precisa: quella di Enrico Bonati. Originario di Adria, ma alpagoto d’adozione, il dottore in Tecnologie forestali ha regalato a se stesso, e ai tanti che lo hanno seguito lungo il tracciato, una giornata memorabile.
«Nessuna gara mi ha coinvolto così tanto – racconta l’artefice del record -; gara che è diventata anche un evento di promozione del territorio. E una splendida festa: c’era chi correva con me, chi realizzava video, chi scattava foto, oltre al drone dall’alto. È stata una grandissima soddisfazione». Di più, un sogno: «Sì, un sogno che si realizza. Grazie all’aiuto degli amici, e ai mesi di allenamento, sono riuscito a mantenere le aspettative. Questo sabato 10 ottobre 2020 lo ricorderò per sempre».
E pensare che Enrico, prima di presentarsi alla partenza di Soccher (quando ancora faceva buio), non ha chiuso occhio: «La notte prima del via non ho dormito. Anche perché il meteo non sembrava dei migliori. Poi l’Arpav mi ha rassicurato: “Vai, è il tuo momento”. Così, sono passato dallo sconforto di dover rimandare al prossimo anno la sfida all’euforia di affrontarla».
Il futuro? Potrebbe regalare nuove imprese: «Ma ora penso solo a godermi il momento». Giusto. Te lo meriti, Enrico.





