Il Comitato paritetico per la gestione del Fondo Comuni confinanti ha approvato le modifiche alla modalità di trasferimento delle risorse previste dall’Intesa.
I nuovi criteri prevedono che i Comuni non rispondano più a un bando emesso dal Comitato: bastano una domanda con allegato il progetto e la relativa delibera della giunta comunale. Delibera che vale come certificazione sia in fase di proposta, sia in fase di rendicontazione. Le novità si applicano per i progetti presentati dai 48 comuni confinanti nell’anno 2020.
«Con questa decisione semplifichiamo ulteriormente il processo di distribuzione delle risorse», afferma il presidente del Comitato, Roger De Menech. «Diversi Comuni, specie i più piccoli, avevano richiesto di ridurre i passaggi previsti dai bandi. Insieme, tutti i componenti del Comitato hanno scelto di superare la modalità del bando che obbliga a una procedura abbastanza macchinosa e di passare all’istanza, cioè una domanda da presentare entro i termini stabiliti».
La decisione, specifica il presidente, «è stata possibile grazie ai cambiamenti al testo della nuova Intesa firmata a marzo 2020 tra le Province Autonome di Bolzano e Trento, le Regioni Lombardia e Veneto e il Ministero delle Autonomie».
Tra le spese ammissibili, vengono inserite le attività di contrasto alla diffusione del Covid-19, come l’adeguamento di scuole, musei, biblioteche e altri spazi pubblici per garantire il distanziamento. Le risorse a disposizione sono in totale 24 milioni di euro di cui 7,5 milioni per il territorio bellunese.
I Comuni hanno tempo qualche settimana per presentare le domande: «Le richieste di finanziamento devono arrivare alla segreteria del Comitato entro il 31 luglio – ricorda De Menech -. Il nostro obiettivo è controllarle e approvarle tutte per consentire ai Comuni l’avvio dei lavori nelle prime settimane d’autunno. Inoltre, all’approvazione delle domande, versiamo immediatamente il 30 per cento del valore dei progetti, il che significa mettere da subito i Comuni nelle condizioni di avviare le attività».





