È un’opera molto attesa dagli abitanti di Borgo Piave. Gli stessi che nell’ottobre 2018 si sono trovati l’acqua alle calcagna (nel vero senso della parola). E che a ogni pioggia un po’ più abbondante, guardano il fiume e sperano che non succeda più. Adesso, il cavaliere d’argine comincia a prendere forma. Intanto su carta, visto che il progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato approvato dalla giunta comunale. Poi, anche concretamente, quando potrà essere avviato il cantiere.
Il cavaliere d’argine è un tipo particolare di sifone utilizzato per superare l’ostacolo dell’argine del fiume. Di fatto, serve a convogliare le acque meteoriche e scaricarle dentro il Piave, senza però che il fiume in piena ributti indietro l’ondata di scarico, anche grazie a una pompa.
L’opera è richiesta da anni. Adesso, però, è davvero possibile, grazie ai soldi del Fondo Vaia e all’inserimento del progetto nel piano interventi della Regione Veneto, per un costo complessivo di 310mila euro.
«Con la realizzazione del cavaliere d’argine, andremo a mettere in sicurezza idraulica l’area delle ex Concerie Colle a Borgo Piave, pesantemente colpita dagli allagamenti in seguito al passaggio di Vaia nell’ottobre 2018- sottolinea l’assessore ai lavori pubblici, Biagio Giannone-.Un risultato ottenuto grazie al gioco di squadra tra Comune di Belluno, e Governo, che ha concesso il finanziamento».
Il passaggio in giunta è stato fondamentale. Il prossimo sarà la stipula del contratto di appalto per la realizzazione dell’opera entro il 30 settembre.
La tipologia di intervento prevede la realizzazione di un sistema di sollevamento dell’acqua “a scolo alternato con sifone a cavaliere d’argine”. L’impianto servirà un bacino di 6,45 ettari compreso tra via Dell’Anta, via Lungardo, via Caduti del Ponte di San Felice, via Uniera dei Zater fino all’intersezione con via San Nicolò e la sponda destra del Piave e del torrente Ardo.





