
Nuvole gialle. “Pioggia di zolfo” nella definizione di Mario Rigoni Stern. Sembra fumo, ma è solo polline. Tanto polline. Tantissimo. A tal punto da depositarsi ovunque e creare un sottile strato di polvere giallognola sui tetti e per strada. Lo si vede soprattutto sulle carrozzerie delle macchine. E in questi giorni, ieri e oggi specialmente, sta caratterizzando le giornate in Val Biois.
Cos’è? Potrebbe essere il segno della rinascita dei boschi dopo la distruzione di Vaia. Perché le nuvole di polline sono un fenomeno piuttosto raro. O meglio, una di quelle cose che capita ogni 7-8 o anche 10 anni. In gergo viene chiamato “pasciona” e di fatto è la produzione in grande abbondanza di polline e sementi da parte degli alberi. Nel caso della Val Biois, riguarda le conifere. Solitamente per l’abete rosso il fenomeno capita ogni dieci anni, un po’ meno invece per il larice e l’abete bianco. I fiori sprigionano enormi quantità di polline, che il vento poi disperde facilitando il processo di fecondazione (senza bisogno delle api). E quindi, rendendo molto più semplice il naturale rinnovamento del bosco.
La “pasciona” ieri (domenica 3 maggio) si vedeva bene a Vallada, a Canale e anche a Falcade. Turbinii di vento che portavano in giro un segno di primavera. Quasi magico… per chi non soffre di allergia.


(si ringraziano Marco e Oscar Ganz, e Edda Da Roit per le fotografie)





