“State a casa”, sulle strade 140 pattuglie a controllo degli spostamenti

“State a casa”, sulle strade 140 pattuglie a controllo degli spostamenti

Per combattere il coronavirus occorre limitare al massimo gli spostamenti. E se non lo fate voi, ci penseranno i carabinieri. 140 pattuglie per controllare capillarmente il territorio, con l’aiuto anche degli elicotteri. Ha tutti i crismi dell’operazione su larga scala “State a casa”, l’attività di controllo capillare del territorio iniziata questa mattina e messa in campo dal comando provinciale dei carabinieri con le altre forze di polizia e con il coordinamento dalla Prefettura di Belluno. Per tutto il weekend le pattuglie di carabinieri, polizia, polizia locale controlleranno a tappeto le strade della provincia, anche quelle secondarie e i valichi di accesso al Bellunese. Lo scopo? Innanzitutto scovare i “furbetti” che in barba alle disposizioni governative decidono di mettersi in viaggio lo stesso per raggiungere baite e seconde case e passare un weekend lontano dai loro domicili. A dar loro la caccia saranno impegnati anche i carabinieri rocciatori nel controllo di rifugi, malghe e luoghi impervi, mentre dall’alto vigileranno anche gli elicotteri del 14esimo elinucleo dei carabinieri.

«In questo weekend intensificheremo i controlli – spiega il maggiore Marco Stabile del comando provinciale dei carabinieri di Belluno –. Li abbiamo iniziati già all’alba del decreto, perché c’è ancora qualcuno che non ha ben recepito le norme. Ma non intendiamo farlo con spirito meramente repressivo. Piuttosto lo scopo è far capire ai bellunesi che la situazione è seria e che è necessario attenersi alle regole imposte per limitare al massimo la diffusione del coronavirus. Certo è una situazione nuova per tutti e i dubbi su come comportarsi non mancano». Il punto più dibattuto riguarda l’attività all’aria aperta: «Passeggiata e attività sportive non sono vietate – spiega Stabile – ma vanno limitate e soprattutto è necessario rispettare le regole della distanza droplet e non creare assembramenti».

Ma come è stata la risposta dei bellunesi in questi primi giorni di quarantena forzata? «Direi più che buona. A parte qualche piccola polemica tutti si sono adeguati di buon grado».

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