Effetto Tiziano: oltre 18mila visitatori a Pieve di Cadore

Effetto Tiziano: oltre 18mila visitatori a Pieve di Cadore

Oltre 18mila visitatori in pochi mesi per celebrare il più illustre dei cadorini. Le iniziative di Titianus Cadorinus 450, il programma dedicato al 450° anniversario della morte di Tiziano Vecellio, registrano numeri che vanno oltre le aspettative e confermano il forte richiamo culturale dell’evento per il Cadore e l’intero Bellunese. A pochi giorni dalla chiusura della mostra estiva “Tiziano e il Paesaggio”, ospitata dal 18 luglio al 18 ottobre nel Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, il bilancio parla di 13.113 visitatori, con una media giornaliera di 141 ingressi e un picco di 465 presenze registrato il 21 agosto.

Numeri già significativi che diventano ancora più rilevanti se sommati a quelli della mostra invernale allestita durante il periodo olimpico, dedicata alla celebre Pala Gozzi e alla monumentale xilografia della Sommersione dell’esercito del Faraone. In quel caso i visitatori erano stati 5.133. Complessivamente le due esposizioni hanno dunque raggiunto quota 18.246 presenze. Per un comune di circa 3.500 abitanti si tratta di un risultato che certifica il successo dell’intero progetto culturale promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la collaborazione del Comune di Pieve di Cadore.

Un pubblico arrivato anche da fuori provincia

Secondo gli organizzatori, circa il 70% dei visitatori era composto da turisti e persone giunte appositamente in Cadore per visitare la mostra. A confermare la risonanza nazionale dell’iniziativa contribuiscono inoltre gli oltre 200 articoli dedicati all’evento dalla stampa locale e nazionale. La mostra, curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, ha proposto tre opere di Tiziano affiancate a una selezione di trenta lavori grafici di artisti che tra il XVI e il XVIII secolo hanno raccolto l’eredità del maestro cadorino, in particolare nel suo innovativo rapporto con il paesaggio e la natura. «C’è sempre un po’ di malinconia quando finisce qualcosa di bello e importante, ma in questo caso è una malinconia temperata dalla grande soddisfazione e dall’orgoglio di essere riusciti, insieme alla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e al Comune di Pieve di Cadore, a realizzare un evento straordinario che ha celebrato nel migliore dei modi l’anniversario tizianesco», commenta il presidente della Magnifica Comunità di Cadore Renzo Bortolot. «Un’iniziativa che ha anche permesso ai cadorini di riscoprire di essere la terra natale del sommo Titianus Cadorinus e che ha dimostrato le grandi potenzialità del territorio nello sviluppo di un turismo culturale».

Cultura, turismo e lavoro di squadra

L’esposizione è stata inserita in un più ampio percorso dedicato alla figura di Tiziano, comprendente la casa natale restaurata, la pala conservata nella chiesa arcidiaconale di Pieve, gli itinerari tizianeschi diffusi sul territorio e la mostra collaterale dedicata agli acquerelli del viaggiatore inglese ottocentesco Josiah Gilbert. Il successo della manifestazione è stato sostenuto da una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto 22 operatori tra biglietteria, bookshop e visite guidate, oltre a una decina di volontari appartenenti in particolare al Gruppo Archeologico Cadorino e al Cai di Pieve di Cadore. Accanto all’esposizione sono stati organizzati concerti, spettacoli teatrali, aperture straordinarie, una notte bianca dedicata a Tiziano, iniziative per le famiglie e il calendario dell’Estate Tizianesca 2026, con oltre 35 appuntamenti tra Cadore e Veneto.

La presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore Maria Giovanna Coletti sottolinea anche le ricadute sul territorio: «I numerosi visitatori, molti dei quali provenienti da fuori provincia, testimoniano la riuscita della strategia promozionale e l’ampia risonanza ottenuta dall’iniziativa. Significativo anche l’impatto sul territorio, considerato che molti visitatori hanno usufruito dei servizi di ristorazione locali, contribuendo alle ricadute economiche generate dall’evento culturale».

Uno sguardo al futuro

A guardare oltre l’anniversario è invece la sindaca di Pieve di Cadore Sindi Manushi, che vede nell’esperienza di quest’anno una base per nuovi progetti culturali. «Abbiamo avuto l’onore di ospitare la più importante e articolata manifestazione tizianesca degli ultimi anni e questo ci dà un indirizzo per il futuro», afferma la prima cittadina. «La qualità scientifica della mostra, il modello delle visite guidate e la ricchezza degli eventi collaterali ci responsabilizzano sulla necessità di continuare a puntare su iniziative ambiziose e di alto valore culturale. Pieve di Cadore può diventare un punto di riferimento per il turismo culturale dell’Alto Bellunese, contribuendo anche alla destagionalizzazione dei flussi turistici».

Le celebrazioni di Titianus Cadorinus 450 non sono comunque concluse. Il percorso dedicato al maestro cadorino proseguirà infatti nei prossimi mesi e troverà il proprio momento conclusivo nel convegno internazionale di studi previsto per il prossimo anno.

(photocredits: Elisa Billeci)

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