Vaia, oltre mezzo miliardo nel Bellunese: 1.732 opere già concluse

Vaia, oltre mezzo miliardo nel Bellunese: 1.732 opere già concluse

A otto anni dalla tempesta Vaia, il Bellunese continua a rappresentare il cuore della ricostruzione avviata dopo l’evento che nell’autunno del 2018 devastò boschi, infrastrutture e versanti montani. Su 2.606 interventi programmati in Veneto, ben 1.860 riguardano la provincia di Belluno, pari a oltre il 71% del totale regionale. È il quadro tracciato dalla Regione Veneto in occasione dell’anniversario della tempesta. Numeri che raccontano la dimensione dello sforzo messo in campo nel territorio più colpito: 648,5 milioni di euro di risorse pianificate, di cui 516,8 milioni già liquidati.

Nel Bellunese risultano conclusi 1.732 interventi, mentre altri 122 sono in corso e soltanto sei devono ancora essere avviati. La percentuale delle opere completate ha ormai raggiunto il 93,1%. «A otto anni dalla tempesta Vaia resta una ferita profonda nella memoria delle nostre comunità e nel paesaggio della montagna veneta», sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile Elisa Venturini. «Resta anche il risultato di un lavoro enorme che ha coinvolto istituzioni, Protezione civile, volontari, imprese e cittadini. Oggi abbiamo la responsabilità di completare gli interventi e mantenere efficienti le opere realizzate».

Rocca Pietore simbolo della ricostruzione

Tra i territori che hanno beneficiato del maggior numero di opere spicca Rocca Pietore, uno dei comuni più duramente colpiti da Vaia. Qui sono stati programmati circa 120 interventi per quasi 90 milioni di euro, che hanno interessato viabilità, infrastrutture, difesa idrogeologica, patrimonio forestale e sistemi di protezione dalle valanghe. Per la Regione, uno dei simboli più evidenti del percorso di rinascita resta il recupero dei Serrai di Sottoguda, riaperti dopo i gravi danni provocati dalla tempesta. «Dietro questi numeri ci sono collegamenti ripristinati, infrastrutture recuperate e opere per proteggere abitazioni e attività economiche», evidenzia Venturini. «Il recupero dei Serrai di Sottoguda è uno dei risultati più significativi di questo percorso, perché significa restituire alla comunità e ai visitatori un patrimonio naturale straordinario e una risorsa fondamentale per il turismo locale».

Dalla ricostruzione alla prevenzione

Se gran parte delle opere è ormai conclusa, la sfida per il futuro riguarda soprattutto la manutenzione e la prevenzione. Un tema particolarmente sentito nei territori montani del Bellunese, dove il cambiamento climatico impone un’attenzione crescente alla gestione del territorio. «Dobbiamo dare priorità alla sicurezza delle persone, delle abitazioni, delle imprese e dei collegamenti essenziali», prosegue l’assessore regionale. «Alle opere maggiori vanno affiancati interventi puntuali, spesso decisivi per proteggere una frazione o una strada. Per questo è importante sostenere anche i piccoli Comuni». La Regione indica tra le priorità la manutenzione dei corsi d’acqua e dei versanti, il monitoraggio del territorio, la gestione degli invasi e l’aggiornamento dei piani di Protezione civile. «La memoria di Vaia deve tradursi in scelte concrete», conclude Venturini. «Le opere che realizziamo oggi devono tenere conto delle condizioni climatiche che affronteranno nei prossimi decenni. È un impegno continuo che dobbiamo alle comunità della nostra montagna».

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