Il trasferimento temporaneo degli utenti della Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta (CTRP) di Borgo Ruga, resosi necessario a causa del guasto all’impianto di riscaldamento, riaccende il dibattito sul futuro della struttura e sulla necessità di individuare una sede più adeguata per i pazienti. A intervenire è il Comitato feltrino per il diritto alla salute, che torna a sollevare una questione aperta da anni. Nel mirino finisce l’intenzione annunciata dall’Ulss di «normalizzare la situazione» una volta superata l’emergenza. «Da anni associazioni, Comitato e soprattutto familiari si battono per una sede più idonea», scrive il Comitato, ricordando come più volte sia stata avanzata la richiesta di trasferire il servizio in una struttura diversa da quella di Borgo Ruga.
Una sede che viene descritta come ormai inadeguata alle esigenze di una moderna comunità terapeutica. «Ci è andata troppo bene in tutti questi anni. Non per augurare il male a nessuno, ma abbiamo già approfittato molto della “resistenza” della struttura», si legge nella nota. Secondo il Comitato, il trasferimento degli utenti all’ospedale di Feltre rappresenta una soluzione emergenziale che non può però chiudere il dibattito sul futuro del centro. «Speriamo che questi giorni di sospensione provochino qualche riflessione innovativa nella dirigenza Ulss», aggiungono i rappresentanti, ribadendo la disponibilità di associazioni e familiari a confrontarsi per individuare una soluzione definitiva.
Dal canto suo, l’Ulss 1 Dolomiti evidenzia che il trasferimento è stato disposto esclusivamente per garantire sicurezza, benessere e continuità assistenziale agli utenti dopo il guasto all’impianto di riscaldamento. Attualmente nove persone sono ospitate al Padiglione Guarnieri dell’ospedale di Feltre, mentre altre due si trovano temporaneamente presso le rispettive famiglie. La stessa Azienda sanitaria riconosce che la collocazione ospedaliera costituisce una misura temporanea e che il servizio deve avere una natura residenziale extraospedaliera. «Di fronte all’emergenza del freddo abbiamo agito con immediatezza, ponendo come unico obiettivo la tutela e il benessere delle persone a noi affidate. Ora però è il momento di guardare avanti con responsabilità e visione», afferma il direttore generale Achille Di Falco.
Di Falco annuncia inoltre l’intenzione di avviare a breve un confronto con il territorio. «Ho già manifestato la necessità di incontrarsi a brevissimo, aprendo il confronto al contributo attivo delle famiglie e delle associazioni. L’obiettivo è valutare insieme tutte le soluzioni possibili, partendo dall’analisi delle strutture nuove già pronte, per individuare una sede stabile, accogliente e pienamente rispondente alle caratteristiche di una moderna struttura riabilitativa».
Parole che il Comitato accoglie con interesse, auspicando che dall’emergenza possa nascere finalmente una scelta condivisa e definitiva per garantire agli utenti «una degna cura e riabilitazione in un degno luogo di residenza».





