Per mesi aveva creato allarme sociale in diversi comuni della provincia di Belluno, rendendosi protagonista di una serie di reati contro il patrimonio e contro la persona. Ora il suo percorso in Italia si è concluso con il rimpatrio in Pakistan disposto dalle autorità. Il provvedimento è stato eseguito il 9 agosto dalla Polizia di Stato della Questura di Viterbo nei confronti di un cittadino pakistano di 32 anni, detenuto nel carcere “Nicandro Izzo”, dove stava scontando una condanna per evasione e un cumulo di pene legate ai numerosi reati contestati.
Nel corso del 2025 l’uomo era diventato noto anche nel Bellunese. La sua attività criminale aveva spinto il Questore di Belluno a emettere nei suoi confronti diversi fogli di via e ordini di allontanamento dal territorio nazionale. Dopo essersi allontanato dalla provincia, il trentaduenne era stato arrestato e trasferito nel carcere di Trieste. Da lì era però riuscito a evadere in modo rocambolesco, calandosi all’esterno con lenzuola annodate. La fuga lo aveva portato fino in Polonia, dove era stato rintracciato e arrestato grazie a un mandato di arresto europeo, prima di essere estradato nuovamente in Italia.
Considerata la sua pericolosità sociale, al termine dell’iter giudiziario e detentivo è stato disposto il rimpatrio nel Paese d’origine. L’operazione è stata curata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo ed eseguita con scorta della Polizia di Stato fino al Pakistan.





