Giugno rovente: quarto più caldo di sempre, Marmolada sopra zero per 15 giorni

Giugno rovente: quarto più caldo di sempre, Marmolada sopra zero per 15 giorni

Giugno 2026 entra nella storia climatica del Bellunese. Il mese appena concluso è stato il quarto giugno più caldo degli ultimi 35 anni sulle Dolomiti bellunesi, preceduto soltanto dal 2025, dal 2019 e dal 2003. A certificarlo è il nuovo report di Arpav, che fotografa un mese segnato da temperature eccezionali, ghiacciai sotto pressione e una lunga ondata di calore che non ha risparmiato nemmeno le quote più elevate. Il dato che colpisce maggiormente riguarda la Marmolada. Dal 16 giugno fino al tardo pomeriggio del primo luglio, la temperatura alla stazione posta a 3.250 metri di quota è rimasta costantemente sopra lo zero per quindici giorni consecutivi, favorendo la fusione della neve residua e del ghiaccio glaciale. Una situazione che testimonia l’intensità dell’ondata di calore che ha interessato l’intero arco alpino.

Secondo Arpav, le temperature medie del mese sono risultate tra i 2 e i 3 gradi superiori alle medie climatiche, mentre l’ultima decade di giugno è stata circa 5 gradi più calda del normale. Gli ultimi dieci giorni del mese vengono definiti dagli esperti come i più caldi mai registrati nelle serie storiche disponibili per il Bellunese, con condizioni paragonabili alla celebre ondata di calore dell’agosto 2003.

I numeri registrati nei fondovalle sono eloquenti. Tra il 20 e il 30 giugno si sono toccati i 35,6 gradi a Feltre, i 35,9 a Santa Giustina, i 33,8 a Belluno e i 33,1 ad Agordo. Anche in quota il caldo si è fatto sentire: 29 gradi a Passo Cimabanche, 25,2 ad Arabba e addirittura 12,1 gradi sulla Marmolada.

Non è stato però soltanto il caldo a caratterizzare il mese. L’elevata umidità ha accentuato il disagio fisiologico soprattutto in Valbelluna e nel Feltrino. L’indice Humidex, utilizzato per valutare la percezione del caldo combinando temperatura e umidità, ha raggiunto valori particolarmente elevati: 45,6 gradi a Santa Giustina, 43,6 a Feltre e 42,2 a Belluno. Nello stesso periodo si sono verificate anche diverse notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 gradi in varie zone della provincia.

Sul fronte delle precipitazioni, il bilancio mensile risulta più equilibrato. Le piogge complessive sono state generalmente in linea con le medie storiche, anche se distribuite in modo molto irregolare a causa della natura temporalesca degli eventi estivi. Arabba ha registrato 264 millimetri di pioggia, oltre il doppio rispetto alla norma climatica di 127 millimetri, mentre altre aree hanno ricevuto quantitativi inferiori alla media.

Tra gli episodi più significativi del mese figura il violento temporale che il 20 giugno ha colpito Ponte nelle Alpi causando allagamenti, grandinate e danni per il forte vento. Secondo le stime riportate da Arpav, in alcune aree potrebbero essere caduti oltre 80 millimetri di pioggia in circa un’ora. Un secondo episodio intenso si è verificato il 29 giugno tra il Passo Falzarego e Cortina, con dissesti idrogeologici e grandinate che hanno temporaneamente imbiancato prati e pascoli.

Il report evidenzia infine gli effetti del caldo anche sulle alte quote. La risorsa idrica nivale è ormai esaurita e il permafrost continua a modificarsi. Sul Piz Boè lo strato attivo del terreno congelato ha raggiunto una profondità di circa 2,8 metri, in marcato aumento rispetto all’anno scorso. Segnali che confermano come il cambiamento climatico stia incidendo sempre più rapidamente anche sugli ambienti di alta montagna.

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