Ritrovati gli escursionisti dispersi: cinque giorni bloccati in montagna, stanno bene

Ritrovati gli escursionisti dispersi: cinque giorni bloccati in montagna, stanno bene

Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda dei due escursionisti marchigiani di Osimo, un uomo di 42 anni e una donna di 38, ritrovati questa mattina dopo giorni di apprensione tra le montagne al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. I due stavano bene, seppur provati dalle lunghe giornate trascorse all’addiaccio, dopo essere rimasti bloccati in una zona particolarmente impervia sopra il Rifugio Pordenone.

L’allarme era scattato ieri, quando la coppia non si era presentata al lavoro e da mercoledì non dava più notizie a familiari e amici. La loro auto era stata rinvenuta parcheggiata al Rifugio Pordenone e subito erano partite le ricerche, con un imponente dispiegamento di uomini e mezzi su entrambi i versanti delle montagne. In campo il Soccorso Alpino del Centro Cadore e della Valcellina, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco ed elicotteri.

La svolta è arrivata alle prime luci dell’alba. Sebbene si ritenesse più probabile che i due si trovassero sul versante friulano, il Soccorso Alpino del Centro Cadore ha deciso di approfondire le verifiche lungo il Sentiero Marini, un vecchio percorso dismesso e particolarmente difficile che collega l’area di Forcella Spe al Rifugio Pordenone passando per il Bivacco Gervasutti.

Una squadra è stata trasportata in quota dall’elicottero dell’Air Service Center convenzionato con il Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, mentre un secondo equipaggio ha effettuato una ricognizione dall’alto. Ed è proprio durante il sorvolo che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti nei pressi dei ruderi di Casera Col Cadorin, in mezzo al bosco. Un tecnico è stato immediatamente sbarcato sul posto e ha potuto verificare che si trattava proprio della coppia dispersa.

Dal loro racconto è emerso che erano partiti giovedì dal Rifugio Pordenone e che da quel giorno erano rimasti bloccati nella stessa zona. Dopo aver percorso la Val Montanaia e raggiunto nuovamente il rifugio, avevano imboccato il sentiero proveniente da Forcella Spe, trovandosi però davanti a un tracciato compromesso da frane e ripidi ghiaioni di pietra dura. Impossibile proseguire, ma anche tornare indietro.

Per giorni i due hanno resistito all’aperto, trovando riparo nei pressi dei ruderi di una vecchia casera e riuscendo almeno a dissetarsi grazie a un piccolo corso d’acqua nelle vicinanze. Ieri avevano sentito il passaggio degli elicotteri impegnati nelle ricerche, ma senza riuscire a farsi notare.

Dopo una prima verifica delle loro condizioni da parte dei soccorritori, la coppia è stata recuperata con l’elicottero e trasferita al Rifugio Pordenone, dove è stata affidata al Soccorso Alpino della Valcellina. Per familiari, amici e soccorritori si chiude così una vicenda che aveva fatto temere il peggio e che, invece, si è conclusa con un lieto fine.

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