Una nuova rubrica dedicata al cinema: “I consigli di Marty”. Con lo sguardo curioso, attento e appassionato di Martina Santafede, giovane bellunese legata all’associazione “Gruppo Famiglie Dravet APS”, ogni appuntamento offrirà spunti, suggerimenti e chiavi di lettura per orientarsi tra film e serie. Un invito a lasciarsi sorprendere dal grande schermo, con titoli da scoprire e pellicole da riscoprire.
L’amore è quantificabile? – Il mondo sta morendo. “Tic – Tac”. L’umanità è destinata ad estinguersi. A volte il tempo può far più paura della morte stessa. Non servono altri ingegneri perché a mancare non sono televisori o aeroplani, ma il cibo. Un uomo è chiamato a partire per lasciare il suo pianeta alla ricerca della salvezza. Fuori i campi di grano bruciano, dentro piove sabbia. Una bambina è lì, nella sua camera a osservare quella sabbia precipitare dal soffitto e i libri cadere dalla libreria; forse è un fantasma. Uniti in un abbraccio, un padre e una figlia si dicono addio per l’ultima volta. “S.T.A.Y”. Due orologi segnano la stessa ora. Una promessa: potersi un giorno rincontrare. L’intera vita di due persone racchiusa in una stanza; perché nonostante il tempo e lo spazio che le separa l’amore, è l’unica cosa che le unisce. “Stay”.
Il mago dietro la tenda – Classe 1970, londinese di nascita, visionario e illusionista per professione. Christopher Nolan, produttore, sceneggiatore, ma soprattutto regista. Famoso per essere contro l’utilizzo della CGI nei suoi film. Per esempio, in Interstellar il campo di grano che circonda la casa non è frutto del greenscreen, ma è vero, seminato e fatto crescere appositamente per girare le scene. Anche i robot Tars e Case non vennero creati tramite il computer, ma vennero costruiti realmente e infine mossi tramite degli operatori. Il punto fondamentale però dell’intera filmografia di Nolan è il tempo. “Una nuova speranza”: È il 1977 e “in una galassia lontana lontana” la vita di Christian Edward Nolan sarebbe cambiata per sempre. È un bambino di soli 7 anni e considera già come oggetto più prezioso e caro la telecamera di suo padre, la super8. Il 22 maggio di quell’anno esce nelle sale di tutto il mondo Guerre Stellari! Da quel momento in poi il cinema non abbandonerà più la sua vita e, a quanto pare, neanche lo spazio visto quanto dichiarato dal regista stesso: “Dal momento in cui ho visto Star Wars tutto è stato legato alla fantascienza”. Poi arriva “2001: Odissea nello spazio” il capolavoro diretto dal mitico Stanley Kubrick. Film anche questo ambientato nello spazio, con un viaggio alla scoperta dell’umanità in un tempo senza fine. “La speranza è l’ultima a morire”: “2001: Odissea nello spazio” e la regia di Kubrick sconvolsero talmente il giovane Christopher che arrivarono a influenzare alcuni dei suoi futuri film, tra cui lo stesso “Interstellar”. Fateci caso: spazio, viaggio e tempo non vi sembra anche a voi che siano gli stessi ingredienti contenuti sia in “2001: Odissea nello spazio che nell’ “Interstellar” di Nolan? Non sembra anche a voi che “Interstellar” sia una Odissea nello spazio? I due film si assomigliano sotto molti aspetti, tranne uno che ritengo molto importante, la speranza. Come accennato il tempo è il fondamento di tutta la filmografia del regista non solo come tematica, ma soprattutto per l’utilizzo che ne fa. Generalmente il tempo nei film è lineare, però in quelli di Nolan è relativo, proprio come la teoria della relatività di Einstein su cui, non a caso si basa tutto “Interstellar”. E allora ecco la domanda fondamentale: cosa c’entra il tempo con la speranza? Semplicemente il tempo non rimane solo una questione di fisica, si trasforma in un’emozione, in un sentimento. Perché alla fine la magia di Christopher Nolan è tutta una questione di dettagli; sta tutta nel saper guardare nel punto giusto, poiché nulla è lasciato al caso.
Perché lo consiglio – Mostrare l’amore senza mostrarlo. Ecco, sembra una cosa da poco invece è tutto. Questo vuol dire cinema: immagini a cui non servono parole e suoni che raccontano emozioni. Mi rendo conto che ci sarebbero state tante altre cose ancora da raccontare “ma non è questo il giorno!” quindi in attesa di una futura recensione non mi resta che augurarvi buona visione e soprattutto buon cinema a tutti voi.
Martina Santafede





