Dodicimila euro per la manutenzione delle piste ciclopedonali cittadine. La giunta comunale ha attivato il fondo del Consorzio BIM Piave destinato agli interventi ordinari lungo i principali collegamenti urbani. Per le annualità 2026 e 2027 il servizio sarà gestito dall’Unione Montana Val Belluna, che seguirà l’intero iter: dalla richiesta dei contributi alla rendicontazione finale degli interventi.
Nel dettaglio, il contributo previsto per il 2026 ammonta a 12mila euro e sarà utilizzato per lavori di manutenzione diffusa su diversi tratti della rete ciclopedonale. Tra le aree interessate figurano i percorsi Nuova Erto-Safforze, via Miari, via Meassa, il collegamento Levego–Anello di Modolo, Antole-Casoni, via Feltre-Salce, i tratti di via del Boscon verso San Fermo e Col di Salce, oltre al percorso alle spalle dell’ospedale tra il parco San Lorenzo, l’istituto Renier e Largo Ugo Neri. Gli interventi comprenderanno il ripristino di staccionate e recinzioni, la sistemazione dei fondi (in ghiaia, cemento o asfalto), lo sfalcio dei cigli e operazioni di pulizia anche in tratti finora non coperti dal servizio ordinario, oltre a eventuali manutenzioni straordinarie.
Il piano tecnico prevede un contributo quantificato in un euro per metro lineare di percorso manutentato, fino al tetto massimo finanziabile. Parallelamente, il Comune procederà alla formalizzazione dei tratti come percorsi ciclopedonali, con posa della segnaletica e completamento degli adempimenti previsti dalla normativa. «L’ampliamento della rete deve andare di pari passo con la manutenzione – sottolinea il sindaco Oscar De Pellegrin –. Grazie al fondo BIM e alla collaborazione con l’Unione Montana possiamo intervenire con tempestività senza gravare sulle risorse comunali».
Sottolinea l’importanza della gestione anche l’assessore all’ambiente Lorenza De Kunovich: «La qualità della rete ciclopedonale si misura anche dalla manutenzione. Questo strumento ci permette di programmare gli interventi e mantenere elevato il livello di un patrimonio sempre più strategico per la mobilità lenta e sostenibile». Il servizio rientra nel più ampio piano di manutenzione del verde e punta a garantire continuità, sicurezza e fruibilità a una rete di percorsi sempre più utilizzata per gli spostamenti quotidiani.





