Oggi si vota per il rinnovo del consiglio provinciale di Belluno. E la vigilia è stata rovente: telefonate, messaggi, promesse, ripensamenti. La caccia agli ultimi voti è frenetica, perché le elezioni provinciali – quelle “nuove”, figlie della legge Delrio del 2014 – non sono elezioni come le altre. La Delrio, nata per accompagnare la riforma costituzionale voluta da Renzi e mai arrivata al traguardo, ha lasciato le Province in un limbo istituzionale: enti di secondo grado, senza elezione diretta, senza un vero mandato popolare. Una riforma “castrata”, che tutti – a parole – dicono di voler superare per tornare alla Provincia elettiva. Ma intanto, dodici anni dopo, si vota ancora così, con un sistema pieno di contraddizioni.
E la prima contraddizione è semplice: non votano i cittadini, ma solo sindaci e consiglieri comunali. Nel Bellunese sono 685. E non valgono tutti allo stesso modo. Altro che “uno vale uno”: qui servono bilance e bilancini, perché un singolo voto può pesare quanto dieci. Il voto di un consigliere del Comune di Belluno vale 548 punti. Quello di un amministratore di un piccolo Comune sotto i 3 mila abitanti appena 58. In mezzo, una scala di pesi che rende la matematica elettorale più complessa della politica.
Centrodestra in fibrillazione, civici in movimento
Molti voti sono già indirizzati secondo le appartenenze politiche, ma il terreno è tutto fuorché stabile. Nel centrodestra, la lista Progetto Dolomiti deve fare i conti con qualche malumore interno: secondo più di un amministratore, alcuni voti “pesanti” potrebbero scivolare verso la civica Obiettivo Provincia. Si parla di franchi tiratori vicini a Fratelli d’Italia, ma non solo. Un segnale che, comunque vada, potrebbe lasciare strascichi negli equilibri del giorno dopo.
Il centrosinistra corre con Futura, mentre la civica Obiettivo Provincia punta a intercettare il voto libero degli amministratori non allineati ai partiti. E proprio nel mondo civico la competizione è più accesa rispetto a due anni fa: diversi consiglieri stanno cercando preferenze una a una, consapevoli che bastano pochi voti ponderati per ribaltare la classifica.
Come si vota
Si vota oggi, dalle 7.30 alle 21.30, nella sede della Provincia. Lo spoglio sarà domani (lunedì 18 maggio). I pesi dei voti, stabiliti dalla Delrio, sono questi:
- 548 punti per i consiglieri del Comune di Belluno
- 442 punti per Borgo Valbelluna, Feltre e Sedico
- 242 punti per Alpago, Cortina, Limana, Longarone, Ponte nelle Alpi, Santa Giustina e Setteville
- 152 punti nei Comuni tra 3 e 5 mila abitanti
- 58 punti sotto i 3 mila abitanti
Una struttura che rende la partita elettorale un esercizio di precisione.
Le liste in campo
Progetto Dolomiti (centrodestra): Elsa Colomberotto, Donatella De Pellegrin, Milena De Zanet, Piera Del Vesco, Alex Gallina, Elena Levorato, Alberto Peterle, Giuseppe Schena, Marzio Sovilla, Alberto Vettoretto.
Futura (centrosinistra): Ilenia Bavasso, Livia Cadore, Chiara Cesa, Roberta De Zanna, Sindi Manushi, Antonio Mondin, Antonio Moretto, Paolo Perenzin, Tania Santi, Nicola Vieceli.
Obiettivo Provincia (civica): Matilde Vieceli, Vanessa De Francesch, Dario Dal Magro, Renzo Minella, Michele Talo.
Una notte lunga per tutti
I partiti hanno già dato indicazioni chiare, ma la vera partita si gioca nei corridoi dei municipi, dove molti amministratori stanno ancora valutando a chi consegnare un voto che, in alcuni casi, vale mezzo consiglio. E nella lista del centrodestra, dove qualcuno si era candidato con la certezza di entrare, ora serpeggia il timore di restare fuori.
Oggi si vota. Domani si conta. E con un sistema dove ogni voto pesa in modo diverso, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ma una cosa è certa: comunque vada, le sfide da vincere in futuro, a Palazzo Piloni, sono tali da far tremare i polsi. Serviranno visione, nervi saldi e capacità di fare squadra. Caratteristiche che Marco Staunovo Polacco, a capo di Palazzo Piloni per i prossimi 4 anni, si augura di trovare nel gruppo di consiglieri che lo affiancherà fino al 2028. Amministratori in grado di cogliere le opportunità e superare le difficoltà. Che non saranno poche, così come i dossier da studiare. Alcuni su tutti: concessioni idroelettriche, futuro industriale, spopolamento, servizi da garantire. In un territorio sempre più fragile, fisicamente e non solo.





