Sicurezza sul lavoro, allarme della Cgil Fillea: in un mese 242 infortuni

Sicurezza sul lavoro, allarme della Cgil Fillea: in un mese 242 infortuni

È la Cgil Fillea a lanciare l’allarme sulla sicurezza nei cantieri edili della provincia di Belluno, partendo da un dato che parla da solo: nel 2025 sono stati denunciati 2.881 infortuni sul lavoro, mentre il solo gennaio 2026 ha già registrato 242 denunce, in aumento rispetto alle 216 dello stesso mese dell’anno precedente.

Numeri che confermano come la questione resti drammaticamente attuale, soprattutto nel settore delle costruzioni, dove nelle ultime settimane si sono verificati diversi incidenti gravi, molti dei quali dovuti a cadute dall’alto. «Non possiamo accettare che nel 2026 si continui a morire o a rimanere gravemente feriti lavorando su un tetto o un ponteggio», denuncia il sindacato. «Non si tratta di fatalità: la maggior parte di questi incidenti è prevedibile e prevenibile se le norme vengono applicate davvero».

La Cgil Fillea richiama anche le condizioni in cui spesso operano i lavoratori: subappalti, ritmi serrati, precarietà e controlli non sempre adeguati. Per questo, oltre alla solidarietà dopo ogni incidente, servono interventi immediati: più controlli, rispetto rigoroso delle norme e responsabilità chiare lungo tutta la catena degli appalti.

Formazione qualificata, non burocrazia

Un punto centrale del comunicato riguarda la formazione, che deve essere «reale, qualificata e verificabile». Il sindacato sottolinea che non bastano poche ore formali o corsi trattati come adempimenti burocratici: la formazione deve essere affidata a enti accreditati e specializzati, come scuole edili ed enti bilaterali, che operano da anni nella prevenzione degli infortuni. Investire in formazione significa diffondere una cultura della sicurezza e ridurre il rischio nei cantieri, soprattutto in un territorio dove gli interventi edilizi sono in crescita.

«Ogni caduta è un fallimento del sistema»

Per la Cgil Fillea, la sicurezza non può essere considerata un costo o un ostacolo alla velocità dei lavori. «Ogni caduta dall’alto è un fallimento del sistema di prevenzione e controllo», si legge nel comunicato. E la provincia di Belluno non può continuare a contare incidenti mentre i cantieri aumentano.

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