Il 2025 è stato l’anno più impegnativo di sempre per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il report annuale, presentato a livello nazionale, fotografa un’attività in costante crescita: 13.037 interventi complessivi, sommando le 11.287 missioni del CNSAS e le 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano. Un aumento dell’8% rispetto al 2024, che conferma la pressione crescente sul sistema di soccorso in montagna e negli ambienti impervi.
Un impegno enorme, sostenuto da circa 7.000 tecnici specializzati, che nel corso dell’anno hanno totalizzato quasi 205 mila ore/uomo e oltre 35 mila giornate/uomo, con il coinvolgimento di 46.927 soccorritori. Numeri che raccontano non solo la mole di lavoro, ma anche la complessità degli scenari affrontati.




Le cause degli interventi restano sostanzialmente stabili, ma mettono in luce criticità ormai strutturali. Le cadute e le scivolate rappresentano quasi la metà degli episodi, confermando come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi continuino a essere tra i principali fattori di incidente. Seguono i malori e le difficoltà sopraggiunte durante l’attività, spesso legate a condizioni ambientali o a un livello di esperienza non adeguato.
L’escursionismo si conferma l’attività più coinvolta, con una quota che sfiora il 44% degli interventi. Crescono anche mountain bike e sci, mentre restano significativi gli episodi legati alla ricerca funghi. Un quadro che riflette l’aumento dei praticanti e la diffusione di attività outdoor considerate “accessibili”, ma non sempre affrontate con la necessaria preparazione.
Sul fronte delle persone soccorse, il 2025 registra 528 decessi, un dato in aumento del 13% rispetto all’anno precedente e in controtendenza rispetto al leggero calo osservato negli ultimi anni. I feriti sono 9.624, mentre 4.231 persone sono state recuperate illese. I dispersi sono stati 140. L’identikit del soccorso rimane stabile: uomo, italiano, tra i 50 e i 60 anni, spesso escursionista coinvolto in una caduta o in difficoltà legate al terreno.
Come sempre, il picco degli interventi si concentra nei mesi estivi: agosto, luglio e settembre raccolgono quasi la metà degli episodi, in corrispondenza del maggior afflusso turistico e dell’intensificarsi delle attività outdoor.



Un ruolo sempre più importante lo gioca GeoResQ, l’app del Soccorso Alpino e del CAI dedicata alla geolocalizzazione in ambiente impervio. Nel 2025 le centrali operative hanno gestito 354 eventi grazie alle coordinate inviate dagli utenti, migliorando tempi e precisione dei soccorsi. Cresce anche la diffusione dello strumento, che raggiunge quota 256 mila utenti attivi, con 55 mila nuove attivazioni in un solo anno.
Il quadro complessivo conferma una tendenza chiara: la montagna attira sempre più persone, ma non sempre con la consapevolezza necessaria. Per questo il CNSAS ribadisce l’importanza della prevenzione, della formazione e della capacità di rinunciare quando le condizioni non sono adeguate. Un messaggio semplice, ma che può fare la differenza.





